FIRENZE – Contrastare in modo precoce e strutturato le gravi patologie psichiatriche in età giovanile. È questo lo scopo primario di Cdf Safe Teen Firenze, il nuovo programma terapeutico presentato presso la Sala Pegaso di Palazzo Sacrati Strozzi e nato dalla sinergia tra l’associazione C’è Da Fare Ets, l’AOU Meyer – Irccs e l’omonima Fondazione.
Il piano clinico si rivolge a una prima platea di dieci minorenni, di età compresa tra i 12 e i 17 anni, residenti nell’area di competenza del polo pediatrico e affetti da quadri clinici acuti, tra cui ideazioni suicidarie, isolamento sociale estremo, autolesionismo e disturbi alimentari. Il percorso garantisce una presa in carico multidisciplinare della durata di dodici mesi, strutturata su tre accessi settimanali. A finanziare l’avvio delle attività, integrate nella Struttura Complessa di Psichiatria dell’Infanzia dell’ospedale, vi è un contributo di 42.500 euro erogato dall’ETS, a cui si sommano le risorse messe a disposizione dalla Fondazione Meyer.
Le dichiarazioni
Nel corso della presentazione, i vertici istituzionali e medici hanno delineato la portata dell’iniziativa e i contorni dell’emergenza.
“Questa operazione riveste una duplice importanza: da un lato consolida l’alleanza tra la sanità pubblica e il privato sociale, dall’altro certifica l’eccellenza del nostro sistema regionale nella gestione di un disagio giovanile fortemente acuitosi nel periodo post-pandemico”, ha affermato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.
Sulla valenza terapeutica si sono espressi i fondatori dell’ente del Terzo Settore, Paolo Kessisoglu e Silvia Rocchi: “La continuità e la tempestività dell’assistenza rappresentano il fattore determinante nelle fasi di maggiore criticità. Il nostro obiettivo è creare una rete nazionale capace di far dialogare le eccellenze territoriali, affinché le famiglie e i pazienti non vengano mai lasciati soli di fronte alla malattia”.
Il presidente della Fondazione Meyer, Marco Carrai, ha posto l’accento sull’allarme sociale in corso: “Ci misuriamo quotidianamente con quella che ha ormai assunto i contorni di una vera e propria emergenza generazionale. Siamo orgogliosi di avviare questo presidio vitale al fianco di chi ha colto la gravità della situazione”.
Un quadro clinico allarmante confermato in chiusura dal direttore sanitario dell’AOU Meyer, Emanuele Gori: “Nell’ultimo triennio abbiamo registrato un’impennata drammatica, sia in termini quantitativi che di severità dei sintomi. Le nostre corsie accolgono sempre più frequentemente giovani con esordi psicotici, rischio suicidario, disturbi dell’umore severi e condotte pericolose. Il nostro compito è gestire tempestivamente la fase acuta e l’emergenza psichiatrica, per poi instradarli verso i servizi specialistici territoriali per il prosieguo delle cure”.



