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Fine vita, l’appello dei medici di Firenze: “Basta incertezze, serve una legge nazionale”

Professionisti sanitari a confronto sulla morte dignitosa. Il governatore: la Consulta ci dà ragione, ora tocca alle Camere legiferare subito

FIRENZE – Regole certe e tutele chiare. È questo che chiedono i medici fiorentini quando si parla di fine vita. Non c’è più spazio per i rinvii. Serve urgentemente una legge quadro nazionale.

L’appello è arrivato forte e chiaro dalla sede dell’Ordine dei Medici di Firenze. Sabato scorso oltre cento professionisti si sono riuniti per il convegno sull’autodeterminazione. Al centro del dibattito, la necessità di uscire dall’incertezza normativa che pesa su pazienti e dottori.

“Il fine vita coinvolge la nostra responsabilità etica e la relazione di cura”, ha spiegato Pietro Dattolo, presidente dell’Ordine. La Toscana ha avuto il coraggio di fare il primo passo. Ha riempito un vuoto legislativo pericoloso. Ma ora la palla deve passare a Roma: il Parlamento deve definire una legge chiara, mentre le Regioni si occupano dell’operatività.

Sul punto è intervenuto il governatore Eugenio Giani. Dal 12 gennaio, dopo il vaglio della Consulta, la legge regionale toscana è pienamente in vigore. “La Corte Costituzionale ha confermato che possiamo disciplinare la materia”, ha ribadito il presidente. La norma locale traduce in procedure neutre e uguali per tutti i principi della sentenza 242 del 2019. Garantisce ai cittadini l’accesso al suicidio medicalmente assistito rispettando la loro volontà. Eppure, ammette Giani, questo non basta: l’intervento dello Stato resta indispensabile.

Durante i lavori, coordinati da Massimo Martelloni della Commissione Bioetica, si è fatta chiarezza sui termini. Troppo spesso si confondono morte naturale per rifiuto delle cure, suicidio assistito ed eutanasia. “La medicina deve saper accompagnare, non solo curare”, ha sottolineato Martelloni. Bisogna valorizzare l’autodeterminazione come risposta alla sofferenza.

C’è però un altro fronte critico: l’informazione. Si parla troppo poco delle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat). “Sono strumenti ancora poco diffusi tra i toscani”, ha avvertito Dattolo. Senza le Dat, nel momento della fragilità, il paziente rischia di restare senza voce.

Il confronto non si ferma qui. L’Ordine ha organizzato un nuovo appuntamento per mercoledì 28 gennaio. Alle 19,30, in via Vanini, verrà proiettato il film Le invasioni barbariche. Sarà l’occasione per un dibattito aperto sugli aspetti etici e umani dell’addio.

© Riproduzione riservata

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