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Medicina, Firenze lancia il ‘salvagente’: tutor, esami extra e nuovi posti per chi resta fuori

L'Ateneo toscano supporta i non ammessi al corso sanitario. Lezioni di recupero, tre appelli e più ingressi a Biologia

FIRENZE – L’ora della verità sta per scoccare. Domani su Universitaly saranno pubblicate le graduatorie nazionali di Medicina e Odontoiatria per l’anno 2025-2026. Ma l’Università di Firenze ha deciso di non aspettare passivamente il verdetto. L’Ateneo ha varato un piano straordinario. L’obiettivo è chiaro: trasformare l’eventuale delusione o le difficoltà del “semestre aperto” in una nuova opportunità, evitando che i ragazzi disperdano mesi di studio.

Per chi deve colmare lacune formative (OFA), gennaio sarà un mese di lavoro intenso ma guidato. L’Università ha organizzato percorsi di 12 ore per consolidare le basi di chimica, biologia e fisica. Non saranno lezioni frontali classiche: ci saranno materiali e-learning e, soprattutto, il supporto di studenti senior nel ruolo di tutor. Per chi deve recuperare i debiti, le chance aumentano. Sono stati fissati tre appelli d’esame: 29 gennaio, 12 e 26 febbraio. Una data in più rispetto a quanto richiesto dal Ministero, per dare maggiore respiro agli iscritti.

Se la strada di Medicina dovesse chiudersi, se ne aprono altre otto molto simili. Dal 19 gennaio riapriranno i bandi per i corsi a numero programmato locale. Parliamo di Scienze Biologiche, Biotecnologie, Farmacia, CTF e altri percorsi affini. La novità sostanziale è numerica: la disponibilità di posti è stata maggiorata del 20% rispetto all’inizio dell’anno. Per chi invece preferisce i corsi ad accesso libero, c’è tempo fino al 6 marzo per iscriversi senza pagare alcuna mora. Sono previsti appelli d’esame dedicati e attività di accoglienza specifiche per chi effettua il passaggio.

Per orientarsi in questo labirinto burocratico ed emotivo, l’Ateneo invierà un questionario agli studenti. Sarà la base per avviare colloqui personalizzati, individuali o di gruppo, e trovare la strada giusta. “Vogliamo che i ragazzi non vivano il semestre aperto come un traguardo mancato, ma come una base di partenza”, spiega la rettrice. Il messaggio è forte: le energie investite non vanno sprecate. L’Ateneo si impegna a valorizzare lo sforzo fatto, offrendo “percorsi concreti e supporto costante” per guardare al futuro con fiducia.

L’assessora regionale alla cultura

“La decisione degli Atenei toscani di attivare corsi di recupero per le studentesse e gli studenti è una scelta di buon senso, che corregge gli effetti delle indicazioni del MUR sul numero chiuso, poco attente alla realtà dei percorsi universitari”. Ad affermarlo è l’assessora regionale ai rapporti con università e centri di ricerca, Cristina Manetti, sottolineando come “regole rigide e automatiche, rischino di mettere in difficoltà non solo gli studenti, ma anche le loro famiglie”.

“È evidente che il sistema del numero chiuso va rivisto – aggiunge l’assessora – perché così com’è penalizza il diritto allo studio e scarica sui giovani e sulle loro famiglie il peso di scelte sbagliate fatte dal governo”. Per questo, Manetti ritiene che sia “necessario aprire una riflessione seria e condivisa con le università sulla riforma del numero chiuso, che tenga insieme qualità della formazione, sostenibilità del sistema universitario e tutela del diritto allo studio, mettendo al centro il futuro di migliaia di studenti”.

© Riproduzione riservata

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