FIRENZE – Un intervento nato da una segnalazione per una persona armata si è concluso con la scoperta di un vero e proprio kit per lo spaccio e il conseguente arresto di un minorenne. L’episodio si è verificato nella mattinata di sabato 18 aprile a Firenze, all’interno del Centro di Accoglienza Straordinaria situato in via Sacco e Vanzetti.
A richiedere l’ausilio delle forze dell’ordine è stato un educatore impiegato nella struttura, allarmato dalla presenza di un ospite in possesso di un coltello. Sul posto sono giunte tempestivamente le ‘Volanti’ di via Zara, che hanno rintracciato il soggetto segnalato – un ragazzo tunisino di 17 anni – direttamente all’interno della sua stanza.
Valutata la gravità della situazione, gli agenti della Polizia di Stato hanno proceduto a un’ispezione approfondita dell’ambiente. Il primo riscontro è avvenuto sulla scrivania della camera, dove i poliziotti hanno individuato tre armi da taglio: due coltelli a serramanico e un coltello da cucina con una lama di circa 22 centimetri.
I controlli sono proseguiti all’interno dell’armadio a uso esclusivo del giovane, portando alla luce un quantitativo di droga pronto per essere smerciato. Le forze dell’ordine hanno infatti sequestrato circa 26 grammi di cocaina, già accuratamente suddivisi in 38 piccoli involucri, insieme a due bilancini di precisione. Nello stesso mobile sono stati rinvenuti anche tre telefoni cellulari e diversi effetti personali che, in seguito agli accertamenti, sono risultati riconducibili ad altre persone.
Tutto il materiale illecito è stato posto sotto sequestro. Per il diciassettenne, un volto già noto alle forze dell’ordine, è scattato l’arresto con l’accusa di illecita detenzione di sostanze stupefacenti. Al giovane sono state inoltre contestate le denunce per ricettazione e per porto abusivo di armi.
Come previsto dalle normative vigenti e dal decreto legislativo 188/2021, la posizione del minorenne è attualmente al vaglio dell’Autorità Giudiziaria. In questa fase del procedimento, le accuse formulate si basano sullo stato attuale degli atti e per l’indagato vige la presunzione di innocenza fino all’eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.



