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Una grande Fiorentina non basta: il Milan pareggia allo scadere

Beffa per i toscani al Franchi. Il vantaggio di Comuzzo annullato da Nkunku in extremis

FIRENZE – Ci sono pareggi che profumano di vittoria e altri che hanno il retrogusto acre di uno scippo subito in pieno giorno, proprio quando la porta di casa sembrava ormai chiusa a doppia mandata. L’1-1 con cui si chiude la contesa del Franchi appartiene senza dubbio alla seconda categoria per il popolo viola, costretto a ingoiare il boccone più amaro proprio al novantesimo, nell’istante esatto in cui il calcio smette di essere tattica e diventa pura crudeltà. Massimiliano Allegri salva la pelle e la domenica con una mossa della disperazione, ma la Fiorentina esce dal campo con la consapevolezza di aver gettato il cuore oltre l’ostacolo e con la rabbia per quell’episodio finale che farà discutere i bar di Firenze per tutta la settimana.

La fotografia del dolore viola è tutta in quella palla persa – o scippata, a seconda della fede – sulla fascia allo scadere: Saelemaekers strappa il possesso a Dodo con un intervento al limite che accende le proteste, ma il direttore di gara lascia correre. Da lì è una questione di verticalità letale: Fofana vede il corridoio, Nkunku ci si infila e il suo destro, violento e preciso, bacia il palo interno prima di gonfiare la rete. Il Var, giudice muto e inappellabile, conferma tutto, gelando l’entusiasmo di uno stadio che aveva creduto nell’impresa. È il trionfo del cinismo rossonero, l’unica vera arma rimasta a una squadra che nel primo tempo aveva fatto di tutto per non vincere.

La prima frazione, infatti, era stata un trattato di spreco calcistico firmato Christian Pulisic. L’americano, innescato a ripetizione da un ottimo Füllkrug, si è presentato per tre volte a tu per tu con De Gea, sbattendo sempre contro il muro eretto dal portiere spagnolo o perdendosi nella propria imprecisione. Errori che hanno tenuto in vita una Fiorentina nervosa, orfana della sua guida in panchina prima ancora dell’intervallo: l’espulsione di Vanoli per proteste contro l’arbitro Massa era il segnale di una tensione pronta a esplodere.

E nella ripresa, l’esplosione c’è stata, ma di gioia. La Viola è rientrata trasformata, aggressiva, feroce. Al 66’ il premio è arrivato dalla testa di Comuzzo, bravo a svettare nell’area piccola sul corner pennellato da Gudmundsson, approfittando del sonno collettivo della retroguardia milanista. Sull’1-0, Allegri ha capito che la tattica non bastava più. Ha rivoluzionato la squadra con un triplo cambio, inserendo Leao, e poi ha giocato l’all-in al 74’: fuori un difensore, Pavlovic, dentro Nkunku. Un azzardo tattico, uno sbilanciamento totale che ha pagato i dividendi proprio sul gong.

Ma la beffa non sta solo nel gol subito. Sta in quel recupero folle, una battaglia di nervi dove la Fiorentina, ferita, ha avuto addirittura la palla del nuovo vantaggio. La traversa colpita da Brescianini trema ancora, così come tremano le mani dei tifosi per l’occasione finale di Kean. Finisce 1-1, un punto che muove la classifica del Milan ma che lascia a Firenze la sensazione di aver subito un furto con scasso, perpetrato non da un ladro qualunque, ma dalla dura legge del gol sbagliato (dagli altri) e del gol subito (all’ultimo).

Il tabellino

FIORENTINA (4-4-2) De Gea; Dodò, Pongracic, Comuzzo, Gosens (82′ Ranieri); Mandragora (66′ Brescianini), Fagioli, Ndour (90’+1′ Sohm, Parisi (82′ Fortini); Kean, Gudmundsson (82′ Solomon). All. Vanoli.
MILAN (3-5-2) Maignan; De Winter, Gabbia, Pavlovic (74′ Nkunku); Saelemaekers, Loftus-Cheek (63′ Fofana), Ricci, Jashari (59′ Rabiot), Estupinan (59′ Bartesaghi); Fullkrug (59′ Leao), Pulisic. All. Allegri.
RETI: 66′ Comuzzo (F), 90′ Nkunku (M).
NOTE: Ammoniti: Kean (F), Vanoli (F), Estupinan (M), Fagioli (F), Rabiot (M), Fofana (M). Espulsioni: Vanoli (F).

© Riproduzione riservata

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