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domenica 14 Giugno 2026
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In piazza a Pontedera la protesta del Movimento No Base

Oltre 2000 persone dalla Piaggio alla Base per rivendicare un futuro di pace, diritti e territorio

PONTEDERA – Un corpo collettivo che ha attraversato le strade della città per lanciare un no radicale alla trasformazione della Toscana nell’hub logistico delle guerre globali. In migliaia hanno risposto all’appello del Movimento No Base, portando in piazza un’opposizione determinata alla militarizzazione del territorio e al progetto della nuova infrastruttura per il Gis e il Tuscania tra Pisa e Pontedera. Una mobilitazione condivisa a livello nazionale con manifestazioni in contemporanea a Catania, Trapani, Cagliari, Vicenza e Firenze, che ha visto confluire in Valdera collettivi arrivati da Pisa, Viareggio, Lucca, Livorno e Piombino.

“Le decisioni sulla nuova base militare vengono calate dall’alto, prese in uffici blindati e protette dal segreto militare, mentre la cittadinanza viene sistematicamente esclusa da ogni scelta che riguarda il proprio suolo – spiegano gli attivisti del Movimento No Base –. La partecipazione dei cittadini è l’unico vero antidoto a una politica che scambia la democrazia con l’obbedienza agli ordini militari. Davanti al Duomo, insieme alla testimonianza dei Cristiani No Base, vogliamo ribaltare la narrativa del riarmo: la pace non è l’assenza di conflitto, ma la presenza di giustizia sociale. Investire in armamenti significa tradire l’humanità”.

La protesta ha toccato duramente anche il mondo dell’istruzione, con i collettivi studenteschi compatti contro il clima di censura e repressione: “Denunciamo con forza la linea del ministro Valditara e la gravità della sanzione inflitta all’insegnante “colpevole” di aver invitato Francesca Albanese a parlare di Palestina. Sanzionare un docente significa colpire la libertà di insegnamento e il pensiero critico. Rivendichiamo una scuola che sia officina di pace e non anticamera della caserma. L’istruzione deve restare pubblica, laica e libera da ogni logica di guerra, respingendo la propaganda bellica nei percorsi formativi”.

Lo snodo cruciale della contestazione si è spostato poi sul tema dei trasporti e delle infrastrutture alla stazione ferroviaria: “Pontedera è diventata il baricentro della Military Mobility, connettendo i porti di Livorno, Piombino e La Spezia all’asse Nord Europa-Mediterraneo attraverso Firenze. Vogliono trasformare la Toscana in una piattaforma logistica per il transito di truppe e armamenti, ma i binari devono servire alla mobilità sostenibile dei pendolari e non al trasporto di strumenti di morte. La memoria della strage di Viareggio ci ricorda che la sicurezza dei cittadini viene sempre sacrificata sull’altare del profitto e della velocità, oggi piegati alla logistica bellica e all’ipocrisia di chi chiama “presidi di sicurezza” le basi di proiezione militare all’estero dei soldati nostrani. Da qui esprimiamo anche piena solidarietà, tramite la Freedom Flotilla Italia, al popolo palestinese e a tutti i popoli oppressi”.

In via Brigate Partigiane il movimento si è focalizzato sul welfare, ponendo l’accento sull’emergenza abitativa in collaborazione con l’Unione Inquilini: “Mentre il governo stanzia ben 520 milioni di euro per una base militare, migliaia di famiglie restano senza casa e la sanità pubblica cade a pezzi. Ogni euro speso in cemento militare è un euro sottratto a un tetto per chi ne ha bisogno e a una visita medica garantita”.

La chiusura del cerchio, dal forte valore simbolico, è avvenuta davanti ai cancelli della Piaggio: “Denunciamo la deriva verso la transizione civile-bellica e l’ossessione per la cyber-sicurezza militare. I dati parlano chiaro: l’industria civile genera più occupazione e ricchezza duratura rispetto a quella bellica. Non vogliamo una fabbrica che costruisce morte, ma una produzione che rispetti l’ambiente e la salute dei lavoratori. La Valdera, avvelenata dai profitti indiscriminati, chiede oggi una bonifica dei territori e delle menti»”

La giornata si è conclusa con lo sguardo rivolto ai prossimi appuntamenti: “La mobilitazione non si ferma qui. Nell’assemblea alla Tenuta Isabella, l’area deputata a divenire secondo il ministero della difesa una pista e un poligono militare, abbiamo pianificato il futuro della zona. I prossimi passi sono già scritti: a partire dal campeggio no base giovanile nel fine settimana del 13 e 14 giugno, fino alla partenza di una nuova flottilla da Viareggio il prossimo 20 giugno. Quei 520 milioni di euro devono servire a costruire scuole, case e ospedali, non basi militari“.

© Riproduzione riservata

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