FIRENZE – Si è svolto questa mattina a Firenze il confronto tra il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e le delegazioni sindacali di CGIL, CISL e UIL, convocato dopo lo sciopero regionale dell’industria proclamato lo scorso 9 luglio.
Nel corso dell’incontro, il segretario generale della UIL Toscana Paolo Fantappiè ha posto l’accento sulla necessità di riformare il modello dei distretti industriali regionali, richiamando i temi già affrontati la settimana precedente con Confindustria. Secondo il sindacato, l’evoluzione legata all’intelligenza artificiale, all’innovazione e alle filiere produttive impone un cambiamento per evitare che le microimprese vengano estromesse dal mercato, puntando su una crescita strutturale che faciliti anche l’accesso al credito.
Tra i nodi centrali sollevati dalla UIL figurano la formazione mirata sui nuovi profili professionali, la valorizzazione del lavoro manuale e la collaborazione con le eccellenze accademiche della regione, tra cui la Scuola Normale Superiore e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. L’organizzazione sindacale ha inoltre richiesto l’introduzione di vincoli occupazionali rigidi per le aziende che ricevono finanziamenti pubblici, oltre al rilancio della contrattazione di secondo livello per favorire la redistribuzione degli utili e dare slancio ai consumi interni, confermando la volontà di mantenere un dialogo costante con le istituzioni.
Alla riunione ha preso parte anche il coordinatore regionale della UILM Vincenzo Renda, il quale ha ribadito la richiesta unitaria avanzata insieme a FIM e FIOM per l’attivazione di un sostegno economico a favore dei lavoratori in cassa integrazione a zero ore residenti nelle aree di crisi complessa.



