“In pochi giorni ho conosciuto il buio”: la sinfonia di Giovanni Allevi per la sorella Stella

Il compositore, in cura per un mieloma multiplo, porta domani in Conservatorio dieci minuti nati dal lutto, insieme con un capolavoro beethoveniano

MILANO – La nuova sinfonia di Giovanni Allevi arriva in Italia. Lost Time Symphony – Sinfonia del tempo perduto, dopo il debutto in Germania, sarà eseguita domani (14 ottobre) nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano, per la stagione della Società dei concerti, con la NWD Philharmonie diretta da Jonathan Bloxham.

Dieci minuti in un unico movimento, in programma accanto alla Settima sinfonia di Beethoven, l’autore più amato dalla sorella del compositore. È stato lo stesso Allevi a raccontarne la nascita in una lunga intervista al Corriere della Sera.

Al centro c’è la morte di Stella Allevi, trovata senza vita nella sua casa di Ascoli Piceno nella notte tra il 18 e il 19 luglio 2022, a 57 anni. Poche settimane prima il fratello aveva ricevuto la diagnosi di mieloma multiplo. Sulle cause del decesso il musicista ha preferito mantenere il riserbo.

“In pochi giorni ho conosciuto il buio, l’esistenza nella sua veste più cruda – ha raccontato al Corriere della Sera – E dal buio ha origine la melodia straziante”. Un dolore rimasto compresso per tre anni prima di diventare musica.

Stella, musicista e filosofa esperta di bioetica, era per lui un punto di riferimento affettivo e intellettuale. Nella sinfonia di Giovanni Allevi la disperazione lascia spazio ai ricordi dell’infanzia e al pianoforte suonato a quattro mani. Prima di morire, la sorella gli aveva lasciato un ultimo invito: “Facciamoci forza”.

In quei mesi il compositore non riuscì a piangere. A intercettare il crollo, come ha ricordato al quotidiano, fu la psichiatra dell’Istituto dei tumori dove era in cura. Da lì un percorso intenso, sfociato nella scrittura: citando Proust, Allevi definisce la musica la sua madeleine.

Oggi convive con un dolore fisico cronico, ma dice di aver ritrovato un amore per la vita mai provato prima. L’unico rimpianto è non aver mai detto alla sorella “ti voglio bene”.

Nessuno spirito di rivalsa verso l’accademia che lo aveva criticato. “Né sfida, né rivincita – ha detto al Corriere della Sera – sono profondamente commosso”. Con la sinfonia di Giovanni Allevi, il compositore torna così nella sala dove la sua carriera aveva preso il via.

© Riproduzione riservata

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