Protesta dei tir, benzinai a secco e scaffali vuoti: cosa sta succedendo al Sud

Dalla Puglia alla Campania la mobilitazione di camionisti e agricoltori mette in crisi la distribuzione di frutta, latte e carne

La protesta dei tir contro il caro carburanti si allarga dal Mezzogiorno fino alle porte di Roma. Da giorni camion e trattori di autotrasportatori e agricoltori presidiano strade, svincoli e porti in Puglia, Calabria, Sicilia, Basilicata, Molise e Campania, con ricadute sempre più evidenti sul traffico e sulla distribuzione delle merci.

Campobasso, mezzi pesanti in centro

Oggi (19 ottobre) camion e trattori hanno raggiunto corso Bucci, nel cuore di Campobasso, rallentando la circolazione cittadina. La manifestazione si è svolta in modo pacifico, sotto la sorveglianza delle forze dell’ordine.

In Molise gli effetti si fanno già sentire. A Termoli diversi supermercati hanno scaffali vuoti nei reparti di frutta, verdura e prodotti da forno, mentre il pastificio La Molisana ha ridotto drasticamente la produzione, ricorrendo alle materie prime di magazzino. Preoccupati anche i costruttori: l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) del Molise teme lo stop di molti cantieri nel giro di poche ore e il presidente Corrado Di Niro chiede misure d’emergenza.

Code sull’A1 e porto di Napoli bloccato

La mobilitazione guarda ora verso la Capitale. Dalla notte decine di mezzi pesanti stazionano ai caselli di Ferentino e Frosinone, con lunghe code in direzione Roma. Sul posto sono intervenuti polizia stradale, carabinieri e polizia locale. Nella Capitale, alle 14,30, l’Unione sindacale di base (Usb) ha convocato un’assemblea pubblica in piazza dei Cinquecento.

Più a sud, in Campania, i camion hanno bloccato il varco Bausan del porto di Napoli e sull’A1 si registrano 6 chilometri di coda tra Villa Literno-Pomigliano e Caserta Nord. In Basilicata sono comparsi presidi agli ingressi di Potenza. In Calabria è stato rimosso il blocco allo svincolo della A2 di Falerna, ma i manifestanti restano nella Sibaritide e nell’area del Pollino.

Sicilia, timori per autobus e distributori

In Sicilia il Comitato trasportatori siciliani ha fermato i servizi in tutti i porti dell’isola, senza però bloccare le strade. Molti automobilisti hanno anticipato il pieno, creando file ai distributori soprattutto a Palermo.

A preoccupare è anche il trasporto pubblico. Anav Sicilia, l’associazione delle aziende di trasporto viaggiatori, avverte che senza nuovi rifornimenti di gasolio le corse dei bus potrebbero essere ridotte, con disagi per studenti e lavoratori. Nessun problema, invece, per i farmaci: sono esclusi dal fermo e le consegne proseguono regolarmente.

Martedì il tavolo con il governo

Il ministro dei trasporti Matteo Salvini ha anticipato a domani (20 ottobre) l’incontro con le rappresentanze della categoria. Il confronto è fissato alle 15 a Milano, con il viceministro Edoardo Rixi e le sigle autonome di Calabria, Sicilia e Puglia. Già oggi il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro riceve una delegazione di autotrasportatori.

La fine del fermo è prevista per la mezzanotte di martedì, ma molto dipenderà dall’esito del vertice. Il Comitato trasportatori siciliani ha già fatto sapere che, se le richieste saranno accolte integralmente, la protesta dei tir nei porti dell’isola verrà sospesa subito.

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