MILANO – Il reintegro di Ranucci alla guida di Report non è un’ipotesi che la Rai ritiene concreta. Lo ha detto Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento dell’azienda, oggi (5 ottobre) a Milano, a margine della presentazione della nuova stagione di 2 di picche, il programma di Rai 2 condotto da Tommaso Cerno.
Corsini ha spiegato di sperare che il ritorno di Ranucci non avvenga, aggiungendo di non ritenerlo un’ipotesi realistica e definendolo una ucronia. Le sue parole arrivano in vista della decisione del tribunale del lavoro di Roma, che dovrà stabilire se il giornalista potrà tornare alla conduzione della trasmissione di Rai 3. Il dirigente ha poi sottolineato di aver fatto quanto di sua competenza, assicurando che l’azienda sta lavorando con serenità e nella convinzione di essere nel giusto e di aver agito in modo corretto.
La sospensione e le contestazioni
Nei confronti di Sigfrido Ranucci la Rai ha disposto una sospensione di dieci giorni. L’azienda non ha però indicato quando sarà applicata, né ha chiarito nel dettaglio i motivi della decisione.
Secondo l’Ansa, alla base del provvedimento ci sarebbero quattro contestazioni disciplinari, legate tra l’altro ad alcuni accessi nella sede aziendale, a una conversazione con un parlamentare e a comunicazioni interne inoltrate all’esterno.
Il caso arriva in Vigilanza
Sul reintegro di Ranucci si è acceso anche il dibattito politico. Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha presentato un’interrogazione in Commissione di vigilanza Rai per conoscere l’esito delle verifiche condotte dall’azienda sui rapporti tra il giornalista e Valter Lavitola.
Gasparri, richiamando alcune ricostruzioni di stampa, ha espresso dubbi sulla natura di quei rapporti e sul fatto che possano aver influito anche sul lavoro televisivo del conduttore.
La replica del giornalista
Ranucci ha respinto le accuse con un post su Facebook, bollando come fake news gli articoli che lo collegano a incontri con Lavitola e sostenendo di non aver mai partecipato agli appuntamenti citati.
In attesa della decisione sul reintegro di Ranucci, il conduttore ha smentito anche di aver mai pensato di portare il programma fuori dalla Rai, ribadendo che una trasmissione come Report può esistere solo all’interno del servizio pubblico.



