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mercoledì 4 Ottobre 2023
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Politiche 2022, l’intervista. Tifo da stadio per Conte acclamato a Livorno

LIVORNO – Tifo da stadio, cori e una vera e propria folla ad acclamare Giuseppe Conte a Livorno.

Strette di mano, selfie, “Grazie presidente” per il leader del Movimento 5 Stelle che stamani sabato 10 settembre si è fermato a lungo tra i banchi del mercato delle Vettovaglie.

Ad ascoltare le tantissime persone accorse per l’ex premier che si è fermato con chiunque glielo chiedesse per rispondere a ogni qualsiasi domanda.

Un’eleganza casual in polo blu e pantalone grigio, Conte si è fermato ai banchi alimentari a parlare con tutti.

“Presidente, ci siamo anche noi fuori con i i banchi. C’è un mercato anche fuori. Passa anche da noi?” “Arrivo subito da voi”, risponde all’invito Conte.

Una giornata tutta in Toscana per Conte, dopo Livorno a Viareggio e Firenze.

Passando per Coltano, Pisa, laddove era stata stabilita una base militare “A Coltano il M5S ha contribuito a fermare il progetto di una base militare presentando anche un ordine del giorno in Parlamento con il nostro Riccardo Ricciardi. E’ un’area dal valore ambientale, storico e paesaggistico da tutelare”.

Mattina di un sabato al mercato delle Vettovaglie di Livorno con Giuseppe Conte.

Che non dimentica le vittime dell’alluvione a Livorno, di cui proprio il 10 settembre ricorre l’anniversario “Non possiamo non ricordare questa tragedia nazionale con otto morti perché nasce da un problema presente in Italia: quello del dissesto idrogeologico. Dobbiamo spendere bene i soldi del Pnrr anche per questa finalità per onorare i morti di Livorno e in tantissime altre alluvioni”.

Con lui ad accoglierlo anche il vicepresidente nazionale M5S Riccardo Ricciardi, deputato uscente, Stella Sorgente, ex vicesindaco di Livorno e attuale capogruppo consiliare M5S, entrambi candidati Camera dei Deputati politiche del 25 settembre, Irene Galletti, consigliera regionale.

Presidente Conte, la vostra posizione sul rigassificatore a Piombino.

Sì ai rigassificatori galleggianti in Italia per l’emergenza, ma Piombino è la scelta sbagliata. Cerchiamo sempre di costruire il futuro ma dobbiamo guardare l’emergenza. Non diciamo dei no pregiudiziali. Ma tanti sì ragionevoli. Sicuramente non è soluzione per l’emergenza attuale pensare di ritornare a centrali a carbone, a rilasciare nuove concessioni per nuove trivellazioni. E anche la costruzione di centrali nucleari. E’ una grande mistificazione per i cittadini.  Sono investimenti di medio lungo termine. C’è anche un equivoco. Il gas che si estrae adesso con le concessioni attuali viene venduto all’estero. Le lobby, i potentati spingono per avere nuove concessioni. Significa non voler risolvere il problema.  Il problema di Piombino è che quando fai queste operazioni devi offrire soluzioni ragionate in dialogo con le comunità territoriali. Piombino è una città che vive una crisi industriale da tempo. Le dismissioni hanno ferito la città. Si chiedono da anni  bonifiche che non sono state fatte. Ci sono addirittura esponenti politici che vogliono militarizzare la realizzazione di un rigassificatore. Quindi significa buttare una miccia in un pagliaio. Significa creare un allarme nella popolazione”.

La popolazione non viene ascoltata.

“La popolazione non solo non viene ascoltata ma si sente presa in giro. Le compensazioni cosa sono? Le politiche che dovevi fare e non hai fatto e che ora offri come compensazioni? Quando abbiamo realizzato il Tap, visto che Calenda parla di Tap e non si è accorto che l’abbiamo realizzato noi, io ho parlato più volte con la comunità locale, l’ho ricevuta almeno due volte a Palazzo Chigi con le carte sul tavolo, il progetto”.

Come si spiega il record di vendite di gas all’estero dell’Italia, dati Mite, rispetto a un’emergenza gas con bollette altrettando record?

“Se lei ha stipulato una concessione, queste concessioni sono a favore di compagnie estere. Oggi ci troviamo  col paradosso che abbiamo ecosistemi marini alterati nel loro equilibrio da queste trivellazioni con queste piattaforme sul mare e non ne beneficiamo perchè il gas va all’estero. Noi politici dobbiamo studiare. Io sono andato a vedere queste realtà. Lei sa che non vengono dismesse perché l’opera di dismissione è costosissima non è conveniente con la concessione ancora in corso”.

Lei ha detto che si sta respirando aria di larghe intese.

“I riscontri sono pubblici. Ci sono forze politiche, Calenda, Renzi, che non vedono l’ora di infilarsi in un qualsiasi governo pur di avere una qualche poltrona, un qualche ruolo. Un segnale molto preoccupante che decodifico viene da Fratelli d’Italia”.

Cioè?

“Sono tutti ben chiusi in se stessi. Parla solo Giorgia Meloni. Ogni tanto parla Crosetto. Interviste rassicuranti ben costruite. Non si sottopongono a un confronto aperto con la stampa e con le altre forze politiche. Per cui penso ci sia molta preoccupazione di non essere, al di là di quello che si esibisce in pubblico, del tutto sereni di poter riuscire a governare questa situazione che è complessa”.

Il Pd?

“Non voglio parlare del Pd. Però se prima era in un’agenda progressista che stavamo realizzando, il giorno dopo era in un’agenda Draghi. Quindi se arriva il migliore dei migliori….”

 

 

 

 

 

© Riproduzione riservata

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