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Maxiblitz all’alba di polizia e carabinieri a Livorno: dodici indagati, tre finiscono in manette

I dettagli emersi dalle indagini restituiscono la mappa di un mese di giugno di puro terrore in città: tante le armi sequestrate

LIVORNO – Una risposta durissima, immediata e coordinata per riprendersi le strade della città e cancellare quel senso di insicurezza nato dopo i recenti e gravissimi fatti di sangue.

La squadra mobile della polizia (foto polizia)

Le volanti, la Squadra mobile della Questura e il nucleo investigativo dei Carabinieri di Livorno, supportati dai militari della Compagnia cittadina e dai commissariati di Cecina, Piombino e Rosignano, hanno setacciato da cima a fondo i quartieri labronici in un maxi blitz scattato all’alba di ieri. Il bilancio parla chiaro: due trentenni finiti dietro le sbarre in custodia cautelare e altre undici persone tra i 25 e i 38 anni sottoposte a perquisizioni domiciliari e personali. Non si è trattato di violenze casuali o estemporanee, spiegano gli inquirenti della procura di Livorno, bensì di una vera e propria catena di vendette e regolamenti di conti tra bande rivali della criminalità locale, disposte a tutto pur di imporre il proprio controllo sul territorio.

I dettagli emersi dalle indagini, portate avanti con determinazione attraverso testimonianze e individuazioni fotografiche, restituiscono la mappa di un mese di giugno di puro terrore. Si va dal coltello alla gola per rubare un cellulare fino al devastante assalto al ristorante del centro storico, dove una vetrata è stata mandata in frantumi con un machete e i titolari sono stati feriti a colpi di lama e intossicati con spray al peperoncino per proteggere l’incasso. E ancora, scene da film d’azione con inseguimenti in moto in pieno centro, pistole puntate alla nuca in piazza Caprini e lo speronamento mirato di uno scooter per spingere la vittima a terra, poi costretta a rifugiarsi in un negozio per sfuggire a un pestaggio armato. Sullo sfondo, anche la violenta rissa che aveva trasformato piazza della Vittoria in un campo di battaglia tra fumogeni e oggetti contundenti lanciati tra la folla.

La perquisizione all’interno delle abitazioni degli indagati ha permesso di ripulire la città da un quantitativo impressionante di armi pronte all’uso: sono stati sequestrati passamontagna per i raid, coltelli a serramanico, maxibombolette di spray urticante, una mannaia e una katana, oltre a cinquemila euro in contanti di dubbia provenienza. L’attività ha fatto cadere nella rete della giustizia anche un dodicesimo soggetto, un livornese di 36 anni, trovato in possesso di 160 grammi di hashish destinati al mercato dello spaccio locale.

Questa imponente operazione congiunta rappresenta la ferma replica delle istituzioni all’allarme sociale sollevato da episodi criminali intollerabili, consumati spesso alla luce del sole e sotto gli occhi dei cittadini. Gli accertamenti vanno avanti per fare totale luce sulle cause della faida

© Riproduzione riservata

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