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Quanto costa alimentarsi in modo sostenibile in Italia? L’indagine svela i rincari da Nord a Sud

Un triennio di aumenti costanti: il carrello della spesa per chi sceglie la dieta mediterranea ha subito un'impennata del 20%, con la spesa per gli uomini adulti che supera i 200 euro mensili in estate

Portare in tavola cibi sani e rispettosi dell’ambiente richiede un budget che fluttua in modo marcato a seconda del calendario, della geografia e dell’età dei consumatori. A tracciare la radiografia economica della spesa alimentare nel nostro Paese è un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale “Quality & Quantity”. La ricerca porta la firma di Stefano Marchetti e Haoran Yang dell’Università di Pisa, in collaborazione con Ilaria Benedetti (Università della Tuscia) e Mathias Silva Vazquez (Università di Roma Tor Vergata).

L’indagine, che si inserisce all’interno del progetto PRIN 2022 sulle diete sostenibili e la vulnerabilità sociale, ha preso in esame l’andamento dei prezzi tra l’agosto del 2021 e il marzo del 2024. Sfruttando il database dell’Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i ricercatori hanno elaborato oltre 326mila rilevazioni relative a 167 prodotti distribuiti in 107 province italiane. Il focus dell’analisi si è concentrato sui panieri alimentari ispirati ai principi della dieta mediterranea, calibrando le stime economiche (minime, medie e massime) su cinque specifiche categorie demografiche.

Il primo dato macroscopico che emerge dal triennio analizzato è un rincaro generalizzato che si aggira intorno al 20% per quasi tutte le fasce di popolazione. Inoltre, le abitudini alimentari sane subiscono una forte impennata dei costi durante i mesi primaverili ed estivi. Come evidenziato dal professor Stefano Marchetti del Dipartimento di Economia e Management dell’ateneo pisano, la dieta mediterranea risulta infatti più cara durante la bella stagione, con un’unica eccezione rappresentata dai bambini piccoli, le cui specifiche esigenze nutrizionali rendono il carrello più dispendioso nei mesi freddi.

Scendendo nel dettaglio anagrafico, il sostentamento alimentare degli uomini adulti si conferma il più oneroso in assoluto. Partito da cifre inferiori nel 2021, questo paniere supera stabilmente la quota dei 200 euro mensili in primavera ed estate, per poi assestarsi tra i 150 e i 160 euro verso la fine della stagione autunnale e invernale. Un andamento analogo, seppur con cifre inferiori, si registra per le donne adulte, la cui spesa media nei mesi caldi è passata nel triennio da 175 a 208 euro, mentre in quelli freddi è lievitata da 130 a circa 156 euro.

Nella fascia intermedia di spesa si collocano gli anziani, con esborsi che toccano i 160-170 euro in estate e scendono a circa 120 euro in inverno. Per gli adolescenti, il costo stagionale caldo è cresciuto da 109 a 131 euro, contro i 78 euro necessari nei mesi più rigidi (partendo da una base iniziale di 65 euro). I bambini piccoli, come anticipato, viaggiano invece in controtendenza: per loro l’estate richiede un budget compreso tra i 49 e i 62 euro, mentre in inverno l’impegno economico della famiglia sale, variando dai 65 ai 79 euro, segnando un rincaro complessivo che in questa specifica categoria sfiora il 25%.

Oltre al fattore temporale, lo studio accende i riflettori su una netta frattura territoriale. Le province del Nord Italia registrano regolarmente i prezzi medi e i picchi massimi più elevati. Tuttavia, analizzando la soglia del “prezzo minimo” – ovvero il limite teorico di spesa più basso per garantirsi una dieta salutare – è il Sud Italia a risultare più caro.

Secondo l’analisi di Marchetti, questa dinamica meridionale potrebbe essere legata a una minore capillarità della grande distribuzione organizzata in alcune aree, un fattore che attutisce la concorrenza e limita le economie di scala, riducendo di fatto le opzioni di risparmio per i cittadini. Questa complessa mappatura economica dimostra come l’accessibilità a un’alimentazione corretta non sia affatto scontata o uniforme, ribadendo l’urgenza di politiche di monitoraggio mirate a tutelare le fasce di popolazione più esposte alle fluttuazioni del mercato.

© Riproduzione riservata

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