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Pisa, base militare a Coltano nel Parco di San Rossore imposta dal Governo Draghi

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PISA – Non si fermano le polemiche sul progetto per la realizzazione della nuova base militare di Coltano decisa dal Governo Draghi con un decreto con cui considera l’opera destinata alla difesa nazionale. Finanziandola con i fondi del Pnrr. Ma soprattutto di fatto scavalcando le consuete procedure andando dunque ad attingere ai fondi Pnrr. Le decisioni del Governo sono state rese note dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Si tratta di un’area di oltre 70 ettari di aree agricole inserite nel territorio protetto del Parco di San Rossore destinata ad ospitare i comandi e i centri addestrativi dei reparti speciali dei carabinieri, primo reggimento paracadutisti Tuscania, Gruppo intervento speciale e il Centro cinofili. E che prevede la costruzione di decine di strutture e, tra le altre infrastrutture, anche di un eliporto. Stando alle indiscrezioni l’area dovrebbe comprendere anche due poligoni di tiro, vari edifici per l’addestramento del personale militare, magazzini e uffici, un laboratorio, autolavaggi, una palestra e una mensa, 18 villette a schiera e una pista di atterraggio per gli elicotteri. Ed è un’ondata di no per quella che da più parti viene vista come un’imposizione del Governo Draghi. Comprese interrogazioni parlamentari che chiedono conto del progetto.

Federparchi col presidente Giampiero Sammuri: “Ci associamo alle tante prese di posizione che contestano il progetto di costruzione di una base militare a Coltano. Si tratta di un intervento all’interno dell’area naturale protetta che, di fatto, annullerebbe anni di lavoro per la conservazione della natura”. Non sostenibile per il territorio per Vincenzo Ceccarelli, capogruppo Pd in Consiglio Regionale: “Se confermati i primi numeri che stiamo leggendo si tratterebbe di oltre 440mila metri cubi di nuove edificazioni, all’interno dei confini del Parco, su una area complessiva di oltre 70 ettari. Con tutto il rispetto per la sicurezza nazionale, sono finiti i tempi nei quali si poteva pensare da Roma di realizzare un intervento di queste dimensioni, in un’area di elevato pregio ambientale, derogando a tutte le leggi di tutela dell’ambiente e del territorio in nome della difesa nazionale, scavalcando completamente le istituzioni del territorio e ignorando le criticità evidenziate da tutti gli enti competenti, a cominciare dall’ente Parco”.

 

 

© Riproduzione riservata

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