UDINE – Dal “Bluenergy Stadium” il Pisa torna con un punto che pesa quanto una vittoria per il morale e per la classifica, strappato in uno dei campi più ostici del momento. Il 2-2 finale contro l’Udinese è il riassunto di una gara vissuta sulle montagne russe: dall’illusione del vantaggio iniziale al baratro della rimonta subita, fino alla zampata d’orgoglio nella ripresa che evita la sconfitta. I nerazzurri confermano di avere una scorza dura, resistendo anche quando l’inerzia sembrava totalmente favorevole ai padroni di casa.
L’approccio della formazione toscana è stato, tatticamente, ineccepibile. Superato lo spavento iniziale per un tentativo di Ekkelenkamp, il Pisa ha preso in mano le operazioni sfruttando la mobilità delle punte. Il vantaggio, maturato intorno al decimo minuto, è la logica conseguenza di questa intraprendenza: se Okoye ha compiuto un miracolo sulla spaccata di Moreo, nulla ha potuto sul successivo destro potente e angolato di Tramoni sugli sviluppi del corner.
Tuttavia, il gol ha paradossalmente svegliato l’Udinese e spento la luce nella retroguardia pisana. La gestione del vantaggio è durata un soffio: la disattenzione su palla inattiva è costata il pari immediato (colpo di testa di Kabasele), mentre un’ingenuità individuale di Leris – fallo su Ekkelenkamp in area – ha permesso a Davis di completare il sorpasso dal dischetto. Un uno-due micidiale che ha mandato il Pisa negli spogliatoi sotto 2-1, stordito e costretto a inseguire.
La ripresa ha offerto inizialmente un copione bloccato, con l’Udinese in gestione e il Pisa apparentemente privo di idee per scardinare il muro friulano. La svolta è arrivata, quasi improvvisa, a metà tempo: l’ingresso di forze fresche e un lampo di Piccinini (colpo di testa respinto) hanno apparecchiato la tavola per il tap-in vincente di Meister.
Il 2-2 ha trasformato il finale in una roulette russa. Il Pisa ha sfiorato il colpaccio (palo clamoroso dello stesso Meister con deviazione di Okoye) ma ha anche rischiato di capitolare sugli assalti guidati da Solet, graziato dal legno sulla conclusione di Atta e dall’imprecisione di Davis in area piccola. Al triplice fischio, il pareggio è il risultato più giusto: il Pisa porta a casa la consapevolezza di poter colpire anche nelle giornate di sofferenza, confermando una solidità mentale necessaria per questo campionato.
Il tabellino
UDINESE (3-5-2): Okoye; Bertola, Kabasele, Solet; Zanoli (56′ Piotrowski), Miller (74′ Palma), Karlström, Ekkelenkamp (56′ Atta), Kamara (74′ Bravo); Zaniolo (61′ Gueye), Davis. All. Runjaic.
PISA (3-4-2-1): Scuffet; Calabresi (90’+4′ Coppola), Caracciolo, Canestrelli; Leris (57′ Toure), Marin (57′ Piccinini), Aebischer, Angori; Moreo, Tramoni; Meister (90’+1′ Hojholt). All. Gilardino.
RETI: 14′ Tramoni (P), 19′ Kabasele (U), 40′ Davies (U). 67′ Meister (P).
NOTE: Ammoniti: Marin (P), Zaniolo (U), Moreo (P), Caracciolo (P), Coppola (P).



