PRATO – Il distretto pratese si conferma un crocevia pericoloso dove le rotte della criminalità organizzata, del falso monetario e della microcriminalità predatoria si intrecciano in un mix esplosivo che mette nel mirino, a fasi alterne, la comunità cinese sia come carnefice sia come vittima.
Due operazioni distinte, condotte nelle ultime ore tra Prato e Montemurlo, aprono uno squarcio inquietante su un sottobosco fatto di monete false, droga pesante e rapine brutali consumate all’ombra dei grandi poli commerciali etnici.
Il primo fatto è avvenuto la sera del 9 febbraio, intorno alle 21,30, quando in una zona appartata nei pressi del cimitero di Prato i carabinieri hanno sorpreso un cittadino cinese di 29 anni all’interno di una Peugeot 208 a noleggio. Quello che sembrava un controllo di routine si è trasformato nel ritrovamento di un vero e proprio tesoretto del falso: 654 monete da due euro contraffatte, divise tra le tasche del piumino e sacchetti di cellophane occultati nel bracciolo dell’auto. Il giovane, irregolare sul territorio e privo di documenti, nascondeva inoltre dosi di ketamina e shaboo, oltre a un passaporto e una carta di credito rubati mesi fa a un connazionale. La perquisizione nella sua abitazione a Galciana ha poi svelato una carta d’identità rubata a un fiorentino e altra droga. Nonostante la gravità dei reati di falsificazione e ricettazione, per i quali la Procura aveva chiesto il carcere, il Gip ha concesso gli arresti domiciliari con il divieto assoluto di comunicazione verso l’esterno.
Parallelamente, la cronaca registra un’escalation di violenza che vede la comunità cinese come bersaglio privilegiato. Il 7 febbraio scorso, in via Damiano Chiesa, una donna di 47 anni è stata aggredita e rapinata della sua borsa Gucci, contenente contanti e documenti, appena uscita dal supermercato Union City. L’autore, un giovane egiziano di 22 anni già noto alle forze dell’ordine per una lunga serie di precedenti tra furti e rapine commessi nel 2024, è stato bloccato dal marito della vittima e da alcuni passanti dopo un inseguimento. I carabinieri di Montemurlo hanno formalizzato l’arresto, ma anche in questo caso la decisione del giudice ha sollevato discussioni: nonostante la recidiva, per il rapinatore è scattato solo il divieto di dimora nella provincia di Prato.
Questa serie di episodi accende i riflettori su un fenomeno sempre più marcato nel territorio: l’incremento sistematico di rapine ai danni di cittadini cinesi, spesso scelti come vittime perché ritenuti in possesso di ingenti somme di denaro contante. Un’area, quella intorno a via Becagli e via Damiano Chiesa, già teatro di un altro brutale episodio lo scorso 2 febbraio, quando una donna cinese finì in ospedale con 35 giorni di prognosi.



