FIRENZE – La diagnostica toscana cambia pelle e abbandona il supporto fisico per abbracciare il virtuale. Il vecchio vetrino da analizzare al microscopio lascia il posto a immagini digitali ad alta risoluzione. È la svolta della “patologia digitale”, un progetto che porta l’innovazione tecnologica dentro i laboratori di analisi pubblica della regione.
Il sistema permette di trasformare i campioni di tessuti e cellule in file dettagliati. Queste immagini non restano isolate, ma viaggiano su una nuova piattaforma informatica unica. Il vantaggio è immediato: i patologi possono consultare i casi anche a distanza. Non solo. Diventa possibile il confronto in tempo reale con colleghi di altri ospedali, facilitando la collaborazione tra presidi diversi e persino con centri specialistici internazionali.
L’operazione rientra tra gli oltre settanta interventi di digitalizzazione finanziati tramite il Pnrr. Tuttavia, le radici del progetto risalgono al 2020, con un primo finanziamento regionale su Careggi tramite un bando di ricerca Covid. Oggi la rete è completa: tutte le anatomie patologiche delle aziende sanitarie e ospedaliere universitarie sono connesse al sistema. La maggior parte delle strutture dispone già degli scanner necessari per la lettura dei vetrini. L’impatto potenziale è vasto. Ogni anno in Toscana si eseguono oltre 450mila prestazioni tra esami istologici, citologici e molecolari, fondamentali soprattutto in campo oncologico. La tecnologia digitale sarà utilizzata prioritariamente per i casi più complessi.
Oltre alla velocità, il sistema garantisce maggiore sicurezza. L’archiviazione digitale strutturata riduce il rischio di smarrimento dei campioni ed elimina possibili errori. In prospettiva, questa mole di dati organizzati aprirà le porte all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale come supporto (da certificare) all’analisi medica. Il primo settore a partire operativamente è la dermopatologia, con la regia affidata all’Aou di Careggi.
L’obiettivo finale, sottolineato dai vertici regionali Giani e Monni, è migliorare la cura. Tempi di diagnosi più brevi, referti più accurati e un accesso semplificato alle “seconde opinioni” specialistiche. C’è una novità anche per la trasparenza verso i cittadini. I referti di anatomia patologica inizieranno a comparire direttamente sul Fascicolo Sanitario Elettronico. L’Asl Toscana Nord Ovest ha già fatto da apripista attivando questa funzionalità.



