FIRENZE – “La scelta di collocare il Cpr ad Aulla, precisamente nel borgo di Pallerone, si rivela, ad ogni approfondimento, sempre più assurda e sbagliata”. Si apre così una dichiarazione del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani che ritorna sull’indicazione, da parte del ministro dell’interno Piantedosi dell’area dove realizzare un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) in Toscana.
“La Lunigiana – sottolinea Giani – è un territorio da valorizzare, da rilanciare sul piano turistico, culturale e sociale, non da mortificare con un Cpr. Sono davvero sconcertato – prosegue il presidente – dalla scelta del governo di penalizzare i territori che invece hanno bisogno di sostegno e di valorizzazione. Attiveremo tutte le forme che la legge ci consente per ostacolare un colpo mortale che viene inferto a un territorio della Toscana diffusa, portando una struttura come il Cpr, che ha bisogno di riforma e di revisione prima di essere ulteriormente ampliata nei territori italiani”.
Anche la Cgil Toscana esprime una netta contrarietà all’ipotesi di realizzare un Cpr ad Aulla. “Si tratterebbe di una scelta profondamente sbagliata – dice il sindacato – sia nel merito che nel metodo. Ancora una volta si ripropone un modello – quello dei Cpr – che non risolve i problemi legati alla gestione dei flussi migratori e che, al contrario, rischia di comprimere diritti fondamentali. Esperienze passate dimostrano come questi centri abbiano spesso rappresentato luoghi di marginalizzazione e violazione della dignità umana. A ciò si aggiunge una considerazione specifica sul territorio: Aulla e la Lunigiana sono aree fragili, che necessitano di investimenti, servizi, infrastrutture e politiche di sviluppo e coesione, non certo di strutture detentive che nulla apportano al benessere delle comunità locali. Per queste ragioni, la Cgil Toscana ribadisce che le risorse pubbliche debbano essere destinate a rafforzare un sistema di accoglienza diffusa, fondato su inclusione, integrazione e rispetto dei diritti, e non alla costruzione di nuovi Cpr. In questo senso, riteniamo positiva e da sostenere la posizione assunta dal presidente della Regione Toscana e dalle forze politiche progressiste che, coerentemente, si sono già espresse contro questa ipotesi. Serve un cambio di prospettiva: più diritti, più inclusione, più investimenti nei territori. Non nuovi luoghi di detenzione”.
Stessa conclusione ma diversa prospettiva dai consiglieri di Forza Italia Jacopo Ferri e Marco Stella: “Siamo contrari a localizzare nell’area di Pallerone, nel Comune di Aulla, il Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) della Toscana. Non è il luogo giusto, occorre individuare un’altra soluzione. Detto questo, il governatore Giani sbaglia, la sua contrarietà ideologica ai Cpr è un grave errore. In Toscana la situazione migranti sta andando fuori controllo, è urgente realizzare un centro di permanenza temporanea. Noi sosteniamo questa proposta da molti anni, quando questi centri si chiamavano Cie, ma ci siamo sempre sentiti dare dei razzisti dai vari esponenti Pds, Ds e Pd che si sono succeduti nei decenni scorsi. La questione immigrati è estremamente seria e rischia di gettare benzina sul fuoco delle tensioni sociali”.
“Il Comune di Aulla ha sempre espresso forte contrarietà alla realizzazione del Cpr – ricordano Ferri e Stella -. La Lunigiana tutta non è certamente l’area geografica giusta e peraltro è già gravata da diversi Centri di accoglienza straordinaria, i cosiddetti Cas, che, in alcuni Comuni in particolare, creano forti criticità. La Regione Toscana avrebbe dovuto piuttosto individuare da tempo una destinazione adatta e concertata per il Cpr, così come avrebbe dovuto rivedere le linee guida sull’accoglienza migranti, prevedendo l’applicazione di normative seriamente in grado di far ospitare le persone in spazi e immobili equivalenti alle nostre abitazioni, senza quindi consentire veri e propri ammassamenti che favoriscono tensioni e problemi. Invece Giani ha preferito da una parte infischiarsene (anche in barba alle norme) di trovare soluzioni per il Cpr, dall’altra al contrario ha preferito agevolare e stimolare i privati a fare business sull’ospitalità indecente (ma remunerativa) dei profughi“.
“Chiediamo dunque a Giani – aggiungono i due consiglieri regionali di Forza Italia – di fare finalmente proposte alternative serie per il Cpr in Toscana, luoghi che possano consentire a chi si occupa della gestione e della logistica di operare nella massima sicurezza e quindi che abbiano presidi di polizia nelle vicinanze, e al tempo stesso di modificare le linee guida sull’accoglienza per restituire dignità agli ospiti e tranquillità ai nostri Comuni. Chiediamo anche al governo di chiarire come si è giunti all’individuazione di Pallerone ad Aulla e, soprattutto, chiediamo di soprassedere a questa scelta, per individuare un luogo e degli spazi più adatti ad ospitare il Cpr”.
Tira dritto la Lega con il suo commissario Andrea Crippa: “Mentre la Sinistra in Toscana cambia opinione sui Cpr per diktat di partito (vedi Nardella e Giani) la Lega è, da anni, coerente nella richiesta di realizzazione di una struttura in Regione che possa ospitare temporaneamente quegli immigrati irregolari, autori di reati che devono essere espulsi. Il Pd chiacchiera di sicurezza, ma all’atto pratico tende solo a fare propaganda, noi, invece, desideriamo veramente salvaguardare l’incolumità dei toscani. Per tale motivo, abbiamo pronta una Pdl d’iniziativa popolare per individuare almeno un’area idonea a Cpr in ogni provincia toscana. Chiediamo, dunque, ai cittadini di firmare la nostra proposta che equivale ad avere maggiore sicurezza nelle nostre città. Chi, come immigrato, rispetta le nostre Leggi è il benvenuto: viceversa, coloro che clandestinamente arrivano in Italia per delinquere devono essere rimandati al Paese d’origine. Stop, dunque, al buonismo targato Sinistra, è ora di cambiare rotta anche in Toscana”.
“Non si può affrontare il tema dell’immigrazione con posizioni ideologiche, né limitarsi a dire solo dei no. Servono strumenti efficaci per garantire sicurezza e legalità. Tuttavia, i Cpr così come sono stati concepiti fino ad oggi hanno mostrato limiti evidenti, sia sul piano dell’efficacia dei rimpatri sia su quello delle condizioni al loro interno.” Così Francesco Casini, capogruppo di Casa Riformista in consiglio regionale.
“È necessario un cambio di approccio – prosegue Casini –: strutture sì ma con permanenze brevi, realmente finalizzate ai rimpatri e, allo stesso tempo, politiche serie di integrazione per chi ha diritto a restare. Lo snellimento delle procedure è un aspetto fondamentale. Continuare con l’attuale modello significa non risolvere il problema.”
“Nel caso di Aulla il metodo è sbagliato: decisioni di questo tipo non possono essere calate dall’alto senza un confronto reale con la Regione e gli enti locali. Anche nel merito la scelta appare discutibile, trattandosi di un’area decentrata e poco funzionale rispetto alle esigenze della Toscana. Il governo ha dimostrato finora di non avere una strategia efficace sulla sicurezza e sull’immigrazione. Per questo chiediamo l’apertura di un tavolo di confronto vero, per individuare soluzioni più efficaci e condivise. Allo stesso tempo, è evidente che anche il centrosinistra deve affrontare questo tema con serietà, senza sottrarsi, avanzando proposte concrete: sicurezza e umanità devono procedere insieme.”



