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giovedì 29 Febbraio 2024
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Lavoro nero ad Arezzo, 139 persone irregolari. Evasi 3.3 milioni

Operazioni GdF Arezzo e San Giovanni Valdarno. Imprese settori orafo ed edilizio. Impresa fittiziamente localizzata in Paese comunitario con tassazione inferiore a quella italiana

AREZZO – Lavoro nero ad Arezzo, 139 persone irregolari. Evasi 3.3 milioni.

Ad attirare i finanzieri numerose biciclette posteggiate vicino a un capannone con le luce accese durante un giorno festivo. Così i finanzieri sono entrati nel capannone e hanno trovato decine di lavoratori irregolari.

Ben 139 lavoratori in nero, tra cui un minorenne, scoperti nel settore orafo e nel settore edilizio. Imposte evase per 3.3 milioni di euro.

Lavoro nero ad Arezzo, nella prima ditta controllata, gestita da un soggetto di etnia bengalese e con sede nel Comune di Arezzo, i dipendenti, di nazionalità bengalese, indiana e pakistana, sorpresi intenti a lavorare, nel tardo pomeriggio di una giornata festiva, da una pattuglia del 117”del Gruppo di Arezzo, impiegata nell’ambito degli ordinari servizi di controllo economico del territorio.

Come rendiconta GdF, “Dei 39 lavoratori extracomunitari presenti, 24 erano completamente in nero, mentre i restanti 15 erano da considerarsi irregolari, in quanto il titolare dell’impresa, pur avendoli formalmente assunti, non ha poi registrato la loro presenza lavorativa nel Libro unico del lavoro”.

Per tale motivo, prosegue GdF, “veniva nell’immediatezza inoltrata all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Arezzo una segnalazione per la sospensione dell’attività imprenditoriale. In quanto la forza lavoro impiegata in nero superava la percentuale del 10% dei lavoratori presenti al momento dell’accesso ispettivo. Al datore di lavoro contestate sanzioni amministrative in materia di lavoro nero o irregolare per oltre 80.000 euro. Lo stesso inoltre denunciato alla Procura della Repubblica per violazione delle normative che regolamentano l’occupazione di lavoratori extracomunitari, avendo impiegato, tra in nero e irregolari, 15 lavoratori”.

Di questi, uno era minorenne e privo di documentazione di soggiorno. 6 avevano attivato l’iter per il riconoscimento della protezione internazionale e non erano impiegabili. 8 avevano fatto ingresso nel Paese utilizzando il ‘decreto flussi’, ma senza poi porre in essere gli adempimenti previsti, successivamente all’ingresso sul territorio nazionale, per ottenere il permesso di soggiorno per lavoro subordinato.

Un ulteriore controllo eseguito dal Gruppo di Arezzo ha riguardato una ditta, anch’essa del settore orafo e con sede nella zona industriale del capoluogo, gestita da un soggetto pakistano che impiegava 4 lavoratori connazionali in nero.

Anche in questo caso, illustra GdF, “si è proceduto ad inoltrare al locale Ispettorato territoriale del lavoro una segnalazione per la sospensione dell’attività imprenditoriale. Successivi riscontri hanno permesso, inoltre, di appurare che 3 dei 4 lavoratori in questione avevano attivato l’iter per il riconoscimento della protezione internazionale ed erano quindi impiegati anche in violazione delle normative che regolamentano l’occupazione di lavoratori extracomunitari. Anche in questo caso il titolare denunciato alla Procura della Repubblica”.

Infine, i finanzieri della Compagnia di San Giovanni Valdarno, all’esito di verifiche fiscali nei confronti di 6 imprese edili del Valdarno aretino, hanno individuato complessivamente ben 85 lavoratori in nero, in gran parte italiani, 8 dei quali, sebbene formalmente disoccupati, percepivano indebitamente l’indennità mensile di disoccupazione (Naspi) per importi complessivamente pari a 60.000 euro.

Una delle imprese per non risultare individuabile al fisco italiano, era stata fittiziamente localizzata in un Paese comunitario con una tassazione inferiore rispetto a quella italiana. Nonostante fosse di fatto amministrata nel territorio nazionale.

Nei confronti dei soggetti verbalizzati, anch’essi segnalati all’Ispettorato territoriale del lavoro di Arezzo, oltre a sanzioni amministrative in materia di lavoro nero per oltre 300.000 euro,  constatate imposte a vario titolo evase per circa 3.300.000 euro. Due amministratori denunciati alla Procura della Repubblica di Arezzo per reati fiscali.

© Riproduzione riservata

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