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Empoli e Carrarese, il 2025 finisce con il segno X: pari agrodolci con Frosinone e Mantova

Raimondo e Nasti in gol nella sfida tra azzurri e ciociari. Reti bianche invece per la squadra di Calabro, fermata dalle parate decisive di Festa

Si chiude con due pareggi, diversi per intensità e rimpianti, l’anno solare 2025 di Empoli e Carrarese. Al Castellani e allo Stadio dei Marmi regna l’equilibrio, muovendo le classifiche ma lasciando qualche conto in sospeso.

Empoli – Frosinone

EMPOLI – Davanti agli oltre settemila spettatori del “Carlo Castellani”, Empoli e Frosinone si spartiscono la posta in palio al termine di una gara dai due volti, chiusa sull’1-1. Se il tabellino suggerisce una partita viva, la realtà del campo ha raccontato una sfida decisa, nelle sue sorti numeriche, in un lasso di tempo brevissimo nel primo tempo, per poi trasformarsi in una contesa tattica e spigolosa dove la paura di perdere ha prevalso sulla voglia di osare oltre il lecito.

L’illusione di una partita pirotecnica è durata, infatti, meno di mezz’ora. L’avvio ha visto il Frosinone di Massimiliano Alvini colpire a freddo, sfruttando la prima vera indecisione della retroguardia azzurra. Al 16′, è stato Raimondo a gelare lo stadio, trovando il guizzo giusto per battere Fulignati e portare avanti gli ospiti. Un vantaggio che, paradossalmente, ha avuto il merito di scuotere l’Empoli dal torpore iniziale. La reazione della squadra di Alessio Dionisi è stata veemente e, soprattutto, immediata: appena otto minuti dopo lo svantaggio, al 24′, Marco Nasti ha ristabilito la parità, finalizzando una manovra che ha riportato l’inerzia, almeno emotiva, dalla parte dei toscani.

Tuttavia, dopo le fiammate iniziali, la gara è scivolata progressivamente verso un agonismo muscolare che ha soffocato la qualità. La gestione dei cartellini è diventata un fattore determinante: l’ammonizione precoce di Yepes (al 14′) ha condizionato la mediana empolese, costringendo Dionisi a una mossa conservativa nell’intervallo, lasciando il centrocampista negli spogliatoi per inserire Degli Innocenti. Anche il Frosinone ha pagato dazio al nervosismo, con Kvernadze, Cittadini e Calò finiti sul taccuino dell’arbitro Pezzuto per arginare le ripartenze azzurre.

La ripresa è stata una partita a scacchi. L’Empoli ha provato a ridisegnare l’assetto offensivo inserendo forze fresche — dentro Konate, Ignacchiti e Haas — nel tentativo di scardinare il 3-5-2 ciociaro, ma la difesa guidata da Monterisi e Marchizza ha concesso pochissimo. Dall’altra parte, Alvini ha risposto coprendosi e cercando di sfruttare la fisicità di Zilli e l’esperienza di Grosso nel finale, senza però impensierire seriamente Fulignati.

Il pareggio finale è la logica conseguenza di un match in cui le due squadre, dopo essersi colpite a viso aperto nei primi venti minuti, hanno preferito non scoprirsi. Un punto che muove la classifica dell’Empoli, ma che lascia il rammarico per non aver saputo sfruttare il fattore campo contro un avversario ordinato ma non irresistibile.

Il tabellino

EMPOLI (3-4-2-1): Fulignati; Obaretin, Guarino, Tosto (78′ Curto); Ceesay, Yepes (46′ Degli Innocenti), Ghion (66′ Ignacchiti), Moruzzi; Shpendi, Ilie (74′ Haas); Nasti (66′ Konate). All. Dionisi.
FROSINONE (4-2-3-1): Palmisani; Marchizza (75′ Corrado), Cittadini, Monterisi, Bracaglia; F. Gelli (75′ Grosso), Calò; Ghedjemis, Koutsoupias (89′ Barcella), Kvernadze (89′ Masciangelo); Raimondo (83′ Zilli). All. Alvini.
RETI: 16′ Raimondo (F), 24′ Nasti (E).
NOTE: Ammoniti: Yepes (E), Kvernadze (F), Cittadini (F), Calò (F).

Carrarese – Mantova

CARRARA – Il verdetto del campo, un pareggio a reti bianche, non rende giustizia al monologo tattico andato in scena, specialmente nei secondi quarantacinque minuti. La Carrarese esce dalla sfida casalinga contro il Mantova con un punto che muove la classifica ma alimenta il rammarico: lo 0-0 finale è figlio di una gara in cui alla supremazia territoriale degli azzurri non ha fatto seguito quel cinismo necessario per scardinare una difesa ospite apparsa, alla lunga, unicamente preoccupata di proteggere il risultato.

La partita ha vissuto su due registri differenti. La prima frazione è stata caratterizzata da un sostanziale studio, sporcato da un agonismo che ha costretto il direttore di gara a intervenire presto con i cartellini (ammonito Castellini in avvio, poi Abiuso e Calabrese). Se la Carrarese ha provato a costruire sfruttando la verve di Sekulov e la presenza in area di Abiuso, peccando però di precisione nelle conclusioni ravvicinate, il Mantova ha avuto il merito di rimanere vivo e pericoloso in ripartenza. I brividi corsi dalla retroguardia toscana sul destro di Radaelli (parato) e, soprattutto, sul sinistro di Mancuso terminato alto di un soffio al 41′, sono stati gli unici veri segnali di vita dei lombardi.

La ripresa, invece, si è trasformata in un esercizio di attacco contro difesa. La squadra di casa ha alzato il baricentro, chiudendo l’avversario negli ultimi trenta metri e affidandosi sistematicamente al gioco aereo e ai calci piazzati per rompere l’equilibrio. Emblematica l’occasione al 55′: l’incornata di Illanes, su suggerimento di Sekulov, sembrava destinata al fondo del sacco prima di essere respinta proprio sotto la traversa. Una scena ripetutasi più volte, con il portiere avversario chiamato agli straordinari anche sulle conclusioni dalla distanza di Hasa e sui nuovi tentativi di testa di Abiuso.

Nonostante le mosse dalla panchina — con gli ingressi di Finotto, Bouah e Rubino per dare nuova linfa all’assalto — la palla non è voluta entrare. La frenesia e la sfortuna hanno accompagnato gli azzurri fino al recupero: prima Zanon si è visto neutralizzare l’ennesimo colpo di testa all’89’, poi il destro del neoentrato Rubino ha sibilato a fil di palo al 93′, spegnendo le ultime speranze di vittoria. La Carrarese incassa un pareggio “stretto”, consapevole di aver dominato sul piano atletico e delle occasioni (ben sette nitide oltre a quelle parate), ma colpevole di non aver trovato la stoccata vincente contro un Mantova arroccato.

Il tabellino

CARRARESE (3-4-2-1): Bleve; Calabrese (61′ Bouah), Illanes, Oliana; Zanon, Zuelli (79′ Rubino), Hasa, Cicconi (79′ Belloni); Sekulov (61′ Finotto), Distefano (67′ Melegoni); Abiuso. All. Calabro.
MANTOVA (3-4-2-1): Festa; Castellini, Cella, Maggioni; Radaelli, Paoletti, Wieser (86′ Fedel), Fiori (58′ Bani); Falletti (58′ Artioli), Ruocco (86′ Marras); Mancuso (58′ Mensah). All. Modesto.
NOTE: Ammoniti: Castellini (M), Abiuso (C), Calabrese (C), Radaelli (M).

© Riproduzione riservata

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