FIRENZE – Sugli scaffali non ci saranno romanzi o saggi da sfogliare, bensì utensili da lavoro, apparecchiature elettroniche e attrezzature per il tempo libero. Nella giornata di ieri, la Giunta comunale fiorentina ha dato ufficialmente il via libera alla Biblioteca degli Oggetti, un progetto sperimentale che trasforma i tradizionali luoghi di lettura in veri e propri hub per l’economia circolare.
Come funziona il prestito
L’iniziativa permetterà ai cittadini di prendere in prestito beni di uso saltuario — come trapani, macchine fotografiche, piccoli elettrodomestici o kit da giardinaggio — evitando così di doverli acquistare per un singolo utilizzo. Il meccanismo si basa sulla reciprocità: per attivare il proprio profilo utente e accedere al servizio, ogni cittadino dovrà mettere in condivisione almeno un proprio oggetto, del quale manterrà comunque la proprietà effettiva. Questa regola punta a responsabilizzare gli utenti, incentivando la cura del catalogo comune e stimolando la fiducia e l’aiuto reciproco tra i residenti.
Le prime sedi coinvolte in questa fase di test saranno quattro: la BiblioteCaNova Isolotto, la Pietro Thouar in Oltrarno, la Filippo Buonarroti a Novoli e la saletta dell’Ufficio Sostenibilità. Nei prossimi mesi partirà un percorso di co-progettazione sul territorio per coinvolgere attivamente la cittadinanza nella creazione dell’inventario.
L’impatto ambientale e sociale
Nato dalla collaborazione tra la Direzione Cultura e la Direzione Ambiente del Comune, il progetto ha un doppio orizzonte: da un lato abbattere drasticamente la produzione di rifiuti e l’impatto ambientale legato al consumismo, dall’altro rinsaldare il tessuto sociale dei quartieri. Il reale impatto dell’iniziativa sarà valutato attraverso un monitoraggio costante che misurerà il volume degli scambi, il risparmio in termini di rifiuti evitati e il grado di partecipazione delle associazioni.
Con questa mossa, illustrata ieri a Palazzo Vecchio, il capoluogo toscano diventa una delle primissime grandi aree urbane in Italia a istituzionalizzare questo servizio, ponendosi in scia al modello “Leila” già testato a Bologna. Al tavolo della presentazione hanno partecipato i vari attori coinvolti, tra cui l’università di Firenze, lo SDIAF, il Terzo Settore (con l’associazione Secina) e la rete del Distretto di Economia Civile.
La valenza dell’operazione è stata rimarcata dai rappresentanti della Giunta. La vicesindaca Paola Galgani ha evidenziato come l’amministrazione voglia trasformare il concetto astratto di sostenibilità in una pratica quotidiana, promuovendo un modello di cittadinanza fondato sul riuso. Sulla stessa linea l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini, che ha sottolineato la naturale evoluzione delle biblioteche: non più solo sale lettura, ma presidi sociali dove scambiare strumenti e competenze per abbattere gli sprechi.



