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Il presidente Mattarella e il ministro Crosetto alla Scuola Marescialli per la cerimonia solenne del giuramento degli allievi

Terza volta in poche settimane in città per il capo dello Stato. Il governatore Giani: "Grande attaccamento alla città e alla regione"

FIRENZE – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella torna in Toscana a distanza di una settimana per partecipare a Firenze alla cerimonia di giuramento e conferimento degli alamari agli allievi del 15esimo corso triennale, intitolato al maresciallo maggiore Oreste Leonardi, medaglia d’oro al valor civile alla memoria, della Scuola marescialli e brigadieri dei carabinieri. Una cerimonia dall’alto valore simbolico che si è tenuta presso la sede della Scuola, la caserma maresciallo maggiore Felice Maritano. Ad accogliere il Capo dello Stato, il presidente della Regione Eugenio Giani e la sindaca di Firenze Sara Funaro. Presenti alla cerimonia anche il ministro della difesa Guido Crosetto, il capo di stato maggiore della difesa Luciano Antonio Portolano, e il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo. Per la Regione presenti anche l’assessora alla cultura Cristina Manetti e il sottosegretario alla Presidenza Bernard Dika.

La Scuola marescialli e brigadieri dei carabinieri di Firenze, intitolata al maresciallo maggiore Felice Maritano, è stata oggi il teatro della solenne cerimonia di giuramento degli allievi del primo anno del corso triennale. Alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i futuri marescialli del 15esimo corso — intitolato alla memoria di Oreste Leonardi — hanno declamato la formula di fedeltà alla Repubblica, impegnandosi formalmente alla difesa della patria e alla salvaguardia delle libere istituzioni.

Alla cerimonia hanno partecipato il ministro della difesa Guido Crosetto, il capo di Stato Maggiore della difesa generale Luciano Portolano e il comandante generale dell’Arma Salvatore Luongo.

Nel suo messaggio agli allievi, il ministro Crosetto ha sottolineato la profondità della scelta compiuta: “Oggi avete giurato fedeltà alla Repubblica. La vostra è una scelta individuale, ma anche collettiva, perché ognuno di voi diventa un tassello fondamentale della Repubblica, della sicurezza delle nostre comunità e del futuro dei nostri figli”. Crosetto ha poi rassicurato i giovani carabinieri sulla solidità dell’istituzione, ricordando che “se un giorno vi sentirete in difficoltà, non chiudetevi in voi stessi. Ci saranno sempre altri carabinieri pronti a sostenervi, a condividere il vostro sacrificio e a restituirvi la forza che avrete donato al paese”.

Il generale Portolano ha invece delineato il profilo tecnico e umano del sottufficiale, definendolo un modello di equilibrio tra autonomia e disciplina. Rivolgendosi ai futuri comandanti di stazione, ha esaltato il valore dei piccoli team come “motore reale di ogni organizzazione efficace”, poiché è proprio in questi contesti che “nascono le intuizioni più originali” e “si costruisce la fiducia più solida”. Gli alamari, ha aggiunto il Capo di Stato Maggiore della Difesa, “dicono qualcosa di voi prima ancora che parliate: dicono che avete scelto l’Arma, e con essa le forze armate. Dicono che avete accettato disciplina, gerarchia ed etica — non come vincoli, ma come elementi fondanti della vostra identità”. Un momento di forte commozione ha segnato il ricordo dei caduti Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello, esempi del sacrificio richiesto dalla divisa.

In conclusione, il generale Luongo ha ribadito la centralità dei marescialli nella struttura territoriale dell’Arma, definendoli “la spina dorsale dell’istituzione e l’architrave del sistema di sicurezza nazionale”. Le stazioni dei carabinieri restano, da quasi 212 anni, un baluardo di rassicurazione sociale e legalità in ogni angolo d’Italia. Il giuramento di oggi suggella dunque una scelta di vita fondata sullo spirito di servizio, con l’impegno di operare — come recita la sintesi dell’etica militare citata durante la cerimonia — “in silenzio, con i fatti, per tutta la vita”.

Entusiasta della presenza di Mattarella il governatore Eugenio Giani. “Sono orgoglioso perché nel giro di poche settimane ho visto tre volte il presidente Sergio Mattarella – ha detto Giani – A Firenze il 10 marzo in occasione del conferimento della laurea magistrale honoris causa per i 150 anni della Cesare Alfieri, a Pontedera per gli 80 anni della Piaggio e oggi nuovamente qui per il giuramento degli allievi della Scuola marescialli e carabinieri. Questo dimostra il grande attaccamento e la grande attenzione del presidente Mattarella alla città e alla regione”, ha concluso Giani che ha espresso anche il desiderio che Mattarella possa diventare cittadino onorario della Toscana.

“Desidero ringraziare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – ha dichiarato l’assessora alla cultura, università e ricerca Cristina Manetti – per la sua presenza oggi a Firenze a una cerimonia così significativa per il Paese e per le nostre istituzioni. Il giuramento degli allievi della Scuola marescialli e brigadieri dei Carabinieri rappresenta un momento di grande valore civile e simbolico, nel segno del servizio, della legalità e della dedizione alla comunità. Intitolare il corso triennale al maresciallo maggiore Oreste Leonardi significa custodire e trasmettere la memoria di chi ha servito lo Stato con coraggio e senso del dovere fino all’estremo sacrificio. La Toscana è orgogliosa di ospitare a Firenze una realtà di eccellenza come la Scuola marescialli e brigadieri dei Carabinieri, presidio di formazione, valori e impegno al servizio della Repubblica”.

“Orgoglio e responsabilità per il giuramento delle nuove generazioni dell’Arma davanti al presidente Sergio Mattarella che incarna i valori più alti della nostra Repubblica – ha detto il sottosegretario Dika – La Scuola marescialli dei Carabinieri rappresenta per la Toscana un presidio formativo unico nel panorama nazionale e il fatto che questa eccellenza abbia sede nella nostra regione è motivo di grande responsabilità. Oggi è un giorno carico di emozione per i giovani allievi che si pongono al servizio della comunità e per le loro famiglie. Per questo vogliamo che sentano che la Toscana, dove si sono formati, è al loro fianco, mentre assumono questo impegno per la vita”.

© Riproduzione riservata

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