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Parità di genere negli enti locali: asse istituzionale tra università di Firenze e Anci Toscana

L'Ateneo supporterà i 273 Comuni regionali per integrare l'equità all'interno delle politiche economico-finanziarie

FIRENZE – Sancire la parità di genere come parametro strutturale e indicatore di qualità dell’azione amministrativa locale. È questo l’obiettivo del vertice svoltosi in data odierna nel capoluogo toscano tra i vertici dell’università degli Studi di Firenze e di Anci Toscana, rappresentati rispettivamente dalla rettrice Alessandra Petrucci e dalla presidente Susanna Cenni. L’incontro ha segnato l’avvio operativo dell’Osservatorio sulle politiche di genere e il bilancio di genere, iniziativa promossa congiuntamente anche dalla Città Metropolitana di Firenze.

Il programma strategico punta a coinvolgere progressivamente i 273 Comuni del territorio regionale attraverso un approccio tecnico e metodologico. La prima fase prevede l’istituzione di un percorso di formazione permanente rivolto a dirigenti e funzionari pubblici, finalizzato all’integrazione del gender budgeting nei documenti di programmazione economico-finanziaria e nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (Piao).

Parallelamente, un gruppo tecnico interistituzionale si occuperà di mappare le buone pratiche già esistenti per giungere alla stesura di specifiche Linee guida regionali. Il documento, che sarà testato in fase preliminare da un gruppo di enti volontari, ambisce a creare un modello standardizzato toscano per la rendicontazione di genere. L’architettura del progetto prevede inoltre la sperimentazione del Gender Impact Score (Gis), un indicatore in linea con i parametri UNI/PdR 180:2025, concepito per misurare in modo sintetico le ricadute delle scelte pubbliche sulla distribuzione delle risorse e sull’accesso alle opportunità.

Le dichiarazioni

A margine dell’accordo, i soggetti promotori hanno delineato la visione strategica alla base del progetto.

“L’istituzione universitaria ha la precisa responsabilità di concorrere alla crescita civile e qualitativa dei territori”, ha dichiarato la rettrice Alessandra Petrucci. “Mettere le nostre competenze scientifiche a disposizione dei Comuni non equivale ad aggiungere una mera voce all’agenda burocratica, bensì a perfezionare la concezione e la misurazione delle decisioni pubbliche. Attraverso il bilancio di genere contribuiremo a edificare amministrazioni più trasparenti, le cui scelte abbiano ricadute concrete e positive sulla vita della cittadinanza”.

Sulla necessità di un’evoluzione strutturale degli enti si è concentrata la presidente di Anci Toscana, Susanna Cenni: “L’equità di genere deve tramutarsi in un criterio fondante dell’azione di governo. Grazie a questa sinergia con l’Ateneo, le amministrazioni locali disporranno di strumenti analitici molto più solidi per interpretare le necessità delle proprie comunità e per garantire la massima trasparenza nell’impiego dei fondi. Il nostro orizzonte è quello di coinvolgere l’intera rete dei municipi, trasformando la Toscana in un laboratorio d’eccellenza e innovazione per una società più equa”.

© Riproduzione riservata

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