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Strage via dei Georgofili: agli Uffizi due capolavori restaurati

In mostra fino al 28 luglio 2024 due dipinti trasformati dall'attentato in migliaia di frammenti. Si trovavano nel Corridoio Vasariano il 27 maggio 1993. Direttore Simone Verde: "La mostra messaggio forte determinazione civile per il futuro"

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FIRENZE – Strage via dei Georgofili: agli Uffizi due capolavori restaurati

Strage via dei Georgodili, due capolavori riportati in vita dalla distruzione, causata dalla bomba mafiosa della strage dei Georgofili, diventano protagonisti di una ‘mostra-monito’ simbolicamente organizzata dagli Uffizi nel 31esimo anniversario dell’attentato che il 27 maggio 1993 costò la vita a cinque persone, danneggiando gravemente decine di opere e parte della stessa Galleria.

I dipinti al centro dell’esposizione, illustra Gallerie degli Uffizi, offerti alla visione del pubblico insieme alle loro copie d’epoca (il cui studio e osservazione sono state fondamentali per consentirne il restauro) portano la firma del pittore caravaggesco del Seicento Bartolomeo Manfredi: si tratta delle grandi tele del Concerto e dei Giocatori di carte. Il Concerto è stata la prima opera ad essere stata sottoposta ad intervento e parzialmente recuperata già pochi mesi dopo la strage, nel 1993. I Giocatori è stata invece l’ultima, spiega Uffizi, con una speciale operazione realizzata proprio in occasione della ricorrenza della strage nel 2018. Entrambi i quadri si trovavano collocati (insieme all’altro grande capolavoro danneggiato dalla bomba, anch’esso restaurato nel corso degli anni Novanta, L’Adorazione del Bambino di Gherardo delle Notti), lungo lo scalone di accesso al Corridoio Vasariano: l’impatto dell’esplosione dei 277 chili di tritolo fu tale, racconta Uffizi, “da distruggere ampie porzioni del muro esterno e disintegrare quasi del tutto gli stessi dipinti. Ma nelle ore successive all’attentato, con pazienza certosina, migliaia di frammenti delle tele furono raccolti, catalogati e messi da parte con cura. Vennero  in seguito utilizzati per andare a ristorare e ricomporre, come in   un miracoloso puzzle, la parziale integrità dei capolavori distrutti dalla mafia:.

La mostra sarà visibile fino al 28 luglio, al piano terreno della Galleria, in un’ampia sala collocata all’inizio del percorso di visita.

Il direttore degli Uffizi Simone Verde: “Ricordare il gravissimo attentato mafioso del 1993 è un dovere civico di tutti, a partire dal museo che di quell’attentato fu vittima, insieme a cinque persone innocenti. Per questo appena entrati in Galleria, tutti i visitatori, anche coloro che mai hanno saputo cosa accadde nel 1993, grazie a questa mostra avranno modo di apprenderlo. Non solo. Esporre i due capolavori strappati alla devastazione di quello che fu senza dubbio uno dei capitoli più bui della storia repubblicana, infonde in chi guarda un messaggio di forte determinazione civile per il futuro”.

Ad affiancare l’esposizione, la proiezione di un video con le testimonianze d’epoca dei vigili del fuoco che prestarono i primi soccorsi, e dei lavoratori del museo che intervennero la notte stessa della bomba per cercare di limitare i danni arrecati dall’esplosione.

Il video documenta la giornata di formazione organizzata dal Dipartimento Scuola e Giovani in Auditorium Paolucci il 17 aprile 2024, a conclusione del progetto ‘La giustizia adotta la scuola’, edizione 2023/2024, promosso da Fondazione Occorsio con il Liceo d’Arte di Porta Romana, classe 2i, seguita dalla prof.ssa Paola Sallei.

© Riproduzione riservata

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