UDINE – Trasferta amara per la Fiorentina, che torna dalla sfida contro l’Udinese con una netta sconfitta per 3-0. La formazione toscana paga una cronica mancanza di precisione in fase di finalizzazione e cede il passo a una squadra padrona di casa rivelatasi estremamente pragmatica, ben organizzata sui calci piazzati e capace di capitalizzare al meglio le occasioni costruite nell’arco dei novanta minuti.
L’avvio di gara evidenzia subito l’atteggiamento propositivo dei friulani. Già al 6′, Nicolò Bertola impegna la retroguardia viola con un colpo di testa parato, preludio al vantaggio che si materializza appena quattro minuti più tardi. Al 10′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da un ispirato Nicolò Zaniolo, Christian Kabasele trova la deviazione aerea vincente da distanza ravvicinata. La reazione della Fiorentina è volenterosa ma fatica a penetrare l’area di rigore avversaria, costringendo i giocatori a ricorrere sistematicamente a conclusioni dalla lunga distanza: Rolando Mandragora ci prova in tre diverse occasioni da fuori area, senza mai inquadrare lo specchio. Una frazione spigolosa, segnata dalle ammonizioni di Marin Pongracic e Fabiano Parisi per gli ospiti e di Kingsley Ehizibue per i locali, spinge la direzione tecnica viola a inserire Pietro Comuzzo e Cher Ndour all’intervallo per ricalibrare l’assetto tattico.
Al rientro dagli spogliatoi, l’Udinese continua a gestire le dinamiche del match alla ricerca del raddoppio, affidandosi alle iniziative di Keinan Davis e alle rifiniture di Zaniolo. L’episodio che indirizza in modo definitivo la partita si registra al 61′, quando Daniele Rugani interviene in modo irregolare proprio su Davis all’interno dell’area, causando l’assegnazione del calcio di rigore e rimediando un cartellino giallo. Dal dischetto si presenta lo stesso Keinan Davis, che al 63′ supera l’estremo difensore toscano con un preciso sinistro angolato, portando il punteggio sul 2-0.
Sotto di due reti, la Fiorentina tenta di riaprire l’incontro gettando nella mischia Moise Kean e Roberto Piccoli. Nonostante gli sforzi e il costante tentativo di proporre azioni d’attacco, la manovra offensiva resta imprecisa: un colpo di testa del subentrato Ndour e un sinistro ravvicinato di Piccoli falliscono il bersaglio, così come i tentativi dalla distanza di Nicolò Fagioli. La mancanza di concretezza dei viola viene punita definitivamente in pieno recupero (94′) dai padroni di casa, che confezionano la terza rete con due giocatori subentrati dalla panchina: Lennon Miller fornisce l’assist per il sigillo finale di Adam Buksa.
L’analisi della gara restituisce il quadro di una Fiorentina in evidente difficoltà nell’attaccare centralmente l’area di rigore, penalizzata da una generale imprecisione balistica e da un reparto arretrato che ha concesso spazi risultati fatali. Di contro, l’Udinese ha costruito il proprio successo su un’elevata efficienza realizzativa, dimostrando grande lucidità nello sfruttare le palle inattive e nel punire le disattenzioni difensive degli ospiti nei momenti cruciali della sfida.
Il tabellino
UDINESE (3-5-2): Okoye; Kabasele, Kristensen, Bertola (73′ Mlacic); Ezibhue, Ekkellenkamp, Karlstrom, Piotrowski (73′ Zarraga), Zemura (73′ Kamara); Zaniolo (87′ Miller), Davies (68′ Buksa). All. Runjaic.
FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Parisi, Pongracic (46′ Comuzzo), Rugani, Ranieri; Mandragora (71′ Fabbian), Fagioli (87′ Fazzini), Brescianini (46′ Ndour); Harrison, Kean (71′ Piccoli), Gudmundsson. All. Vanoli.
RETI: 10′ Kabasele (U), 64′ Davies (U), 90’+4′ Buksa (U).
NOTE: Ammoniti: Pongracic (F), Ezibhue (U), Parisi (F), Rugani (F), Ranieri (F).



