FIRENZE – Il tabellino finale recita 2-2, ma il verdetto dello Stadio “Artemio Franchi” è di tutt’altro tenore. Fischi, contestazione e un clima di pesante sfiducia avvolgono una Fiorentina che riesce nell’impresa di evitare la sconfitta casalinga contro il Bologna solo grazie a un finale convulso, deciso dalla tecnologia e dai nervi, più che dal gioco. Il “Derby dell’Appennino” si chiude con un pareggio che muove la classifica solo aritmeticamente — lasciando i viola al penultimo posto — senza scacciare i fantasmi di una stagione che rischia di compromettersi irreversibilmente.
La partita è stata lo specchio delle fragilità psicologiche della squadra di Stefano Pioli. Nonostante un avvio volenteroso, basato sulla ricerca dell’ampiezza con Dodò e sul fraseggio centrale tra Fagioli e Gudmundsson, la Fiorentina si è sgretolata alla prima vera difficoltà. Il Bologna, guidato in panchina da Niccolini per l’indisposizione di Vincenzo Italiano, ha atteso il momento giusto per colpire, approfittando di un errore tecnico imperdonabile della retroguardia gigliata al 26′. Un disimpegno errato di Pablo Marì, che ha rimesso palla al centro anziché liberare l’area, ha permesso a Castro di trovare l’incrocio dei pali, portando avanti i rossoblù e facendo emergere le paure dei padroni di casa.
Il match si è poi trasformato in un rebus arbitrale, con il VAR protagonista assoluto (cinque interventi totali) nel spezzettare il ritmo e riscrivere la storia della gara. Se nel primo tempo la tecnologia ha negato un rigore al Bologna (tocco di Dodò giudicato involontario), a inizio ripresa ha cancellato un penalty assegnato alla Fiorentina per un presunto fallo di mano su Kean. In questo limbo di incertezze, il Bologna ha trovato il raddoppio al 52′ con Cambiaghi, abile ad anticipare Nicolussi Caviglia su assist di Holm.
Sotto di due reti e travolta dalla contestazione del pubblico, che ha preso di mira società e allenatore soprattutto dopo il gol annullato a Dallinga che sarebbe valso lo 0-3, la Fiorentina si è aggrappata alla disperazione. La svolta è arrivata al 72′, quando un fallo di mano di Ferguson ha permesso a Gudmundsson di accorciare le distanze dal dischetto.
Il finale è stato un assedio nervoso, favorito dalla superiorità numerica per l’espulsione di Holm (doppio giallo su Fortini). Al 94′, in pieno recupero, l’ennesimo consulto VAR ha sanzionato un tocco di mano del subentrato Bernardeschi, concedendo a Kean la chance del 2-2, trasformata con freddezza. L’illusione della vittoria è svanita all’ultimo secondo, quando Dodò ha calciato a lato a porta vuota il pallone del possibile 3-2. Un errore che chiude il sipario su una rimonta di cuore che, tuttavia, non basta a placare gli animi di una Firenze ferita.
Il tabellino
Fiorentina – Bologna 2-2FIORENTINA (3-5-1-1)
: De Gea; Pongracic, Marì, Ranieri (85′ Piccoli); Dodo, Mandragora (54′ Ndour), Nicolussi Caviglia (65′ Sabiri), Fagioli (54′ Dzeko), Gosens (54′ Fortini); Gudmundsson; Kean. All. Pioli.
BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Holm, Heggem, Lucumí, Miranda; Ferguson, Freuler; Orsolini (77′ Bernardeschi), Fabbian (77′ Pobega), Cambiaghi (65ì Rowe (86′ Casale)); Castro (65′ Dallinga). All. Italiano.
RETI: 25′ Castro (B), 52′ Cambiaghi (B), 74′ Gudmundsson (F), 94′ Kean (F).
NOTE: Ammoniti: Gosens (F), Freuler (B), Gudmundsson (F), Holm (B), Rowe (B), Dzeko (F), Lucumí (B). Espulsioni: Holm (B).



