FIRENZE – Quella che doveva essere la notte della ripartenza si trasforma, al calare del sipario, nella certificazione di una crisi tecnica e nervosa. Allo Stadio “Artemio Franchi”, la Fiorentina cede per 1-2 al Como, incassando una sconfitta che fa male non solo per le modalità con cui è maturata — in pieno recupero — ma per ciò che dice la classifica: due punti in quattro giornate e un terzultimo posto che accende la spia rossa dell’emergenza. Se la formazione di Cesc Fabregas vola a quota sette agganciando l’alta classifica, i viola restano impantanati nelle proprie paure, incapaci di gestire i momenti della gara e puniti oltremodo da un avversario che ha saputo attendere il crollo fisico dei padroni di casa per colpire.
La partita ha raccontato due storie diametralmente opposte, divise dall’intervallo. L’approccio della Fiorentina è stato veemente, quasi rabbioso. L’aggressione alta ordinata da Pioli ha soffocato sul nascere il palleggio dei lariani, portando frutti immediati: al 6′, il sinistro di Mandragora, nato da una punizione ribattuta, ha bucato Butez regalando l’illusione di una serata agevole. Per quasi quaranta minuti, i gigliati hanno legittimato il vantaggio, peccando però di un cinismo che si rivelerà fatale: le occasioni non capitalizzate da Kean e Piccoli hanno tenuto in vita un Como che, pur dominando il possesso (64%), sembrava sterile.
I segnali di cedimento strutturale, tuttavia, erano emersi già nel caotico recupero del primo tempo. Tra rigori concessi e poi revocati dal VAR e gol annullati per fuorigioco (brivido sulla rete di Diego Carlos), la difesa viola — orfana dell’infortunato Lamptey, rilevato dall’esordiente Fortini — ha mostrato le prime crepe.
La ripresa ha sancito il ribaltamento dei valori in campo. Mentre la Fiorentina esauriva la benzina, abbassando pericolosamente il baricentro, il Como cresceva grazie alla qualità tecnica tra le linee di Nico Paz. È stato proprio il trequartista ospite a disegnare la rimonta: prima pennellando la punizione per il pareggio aereo di Kempf al 65′, poi, nel momento di massima sofferenza viola, orchestrando il contropiede letale.
Nonostante i tentativi di Pioli di puntellare la squadra con gli ingressi di Viti, Sohm e Dzeko, l’inerzia era ormai tutta di marca ospite. De Gea ha tenuto in piedi la baracca finché ha potuto (decisivo su Sergi Roberto), ma nulla ha potuto al 94′. Il colpo del ko è arrivato dalla panchina lariana: Addai, servito ancora da Nico Paz, ha saltato secco Pongracic e infilato il primo palo, gelando Firenze. Una punizione severa, forse, ma che punisce una squadra capace di giocare solo un tempo e che ora si trova costretta a guardarsi le spalle.
Il tabellino
Fiorentina – Como 1-2
FIORENTINA (4-4-2)
: De Gea; Dodo, Pongracic, Ranieri (78′ Viti), Gosens; Lamptey (22′ Fortini), Mandragora (62′ Fagioli), Nicolussi Caviglia, Fazzini (61′ Sohm); Piccoli (78′ Dzeko), Kean. All. Pioli
COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Diego Carlos, Kempf, Valle (82′ Posch); Perrone, Sergi Roberto (96′ Goldaniga); Vojvoda (46′ Jesús Rodriguez), Paz, Kuhn (61′ Addai); Morata (61′ Douvikas). All. Fabregas.
RETI: 6′ Mandragora (F), 65′ Kempf (C), 94′ Addai (C) .
NOTE: Ammoniti: Vojvoda (C), Pongracic (F), Pioli (F), Sergi Roberto (C), Ranieri (F), Kempf (C).



