FIRENZE – Una serata iniziata con i contorni del disastro sportivo si trasforma, nel breve volgere di undici minuti finali, in una dimostrazione di resilienza nervosa e strapotere sulle palle inattive. Allo Stadio “Artemio Franchi”, la Fiorentina supera il Polissya Zhitomir con un rocambolesco 3-2, ribaltando un incontro che per quasi ottanta minuti ha visto i gigliati soccombere sotto i colpi di un avversario cinico e di un approccio difensivo inizialmente incomprensibile.
La cronaca della gara si divide in due tronconi narrativi netti. Il primo quarto d’ora è un vero e proprio “blackout” tecnico per i padroni di casa. Appena due minuti dopo il fischio d’inizio, la retroguardia viola si apre centralmente lasciando a Nazarenko il corridoio per piazzare lo 0-1 nell’angolino basso. La squadra accusa il colpo e, invece di reagire, crolla nuovamente al 14′: Andriievskyi ha il tempo di armare il mancino da fuori area per il raddoppio ucraino. Un uno-due micidiale che ha reso sterile la pur volenterosa reazione del primo tempo, caratterizzata da un colpo di testa a lato di Ndour e da tentativi murati di Mandragora e Dzeko.
La ripresa ha raccontato una storia tattica differente. La Fiorentina, riorganizzata anche grazie agli avvicendamenti (determinante l’uscita di Ndour e l’ingresso, tra gli altri, di Gosens), ha alzato il baricentro trasformando la gara in un assedio. Se al 54′ il palo colpito da Fazzini sembrava presagire una serata stregata, la tenacia viola ha trovato sfogo nell’ultimo scampolo di match, sfruttando sistematicamente le corsie laterali e i calci d’angolo.
La scintilla è scoccata al 79′, quando Dodò, servito da un ispirato Gosens, ha riaperto i giochi con un destro preciso. Da quel momento, le palle inattive sono diventate l’arma letale. All’86’, sempre su azione d’angolo calciata dall’esterno tedesco, Ranieri ha trovato la deviazione sottomisura per il pareggio.
L’inerzia emotiva, totalmente ribaltata, ha spinto la Fiorentina alla ricerca della vittoria, non prima però di aver rischiato la beffa finale (miracolosa la parata su Haiduchyk all’87’). Il sigillo definitivo è arrivato al minuto 89: ancora da corner, Dzeko ha fatto valere la sua esperienza nell’area piccola, girando di sinistro il pallone del 3-2. Una vittoria che salva il risultato e il morale, ma che impone profonde riflessioni sulla tenuta difensiva mostrata in avvio.



