GENOVA – Il battesimo di fuoco di Paolo Vanoli sulla panchina della Fiorentina si risolve in un pareggio pirotecnico per 2-2, al termine di una sfida giocata sul filo dei nervi e dominata dalla dura “legge dell’ex”. Allo Stadio “Luigi Ferraris”, i viola mostrano carattere nel ribaltare lo svantaggio iniziale e cinismo nello sfruttare i propri attaccanti, ma pagano dazio a una tenuta difensiva ancora da registrare, facendosi riprendere dal Genoa di De Rossi (anch’egli all’esordio) nel momento migliore della gara.
L’avvio di gara ha subito messo a nudo le difficoltà della retroguardia a tre schierata dal neotecnico (Pongracic-Marì-Ranieri). Al 15′, il vantaggio rossoblù è arrivato su palla inattiva, tallone d’Achille storico: sulla punizione di Martin, lo stacco di Ostigard ha sorpreso tutti, De Gea compreso. La reazione gigliata, tuttavia, è stata immediata e affidata all’uomo più atteso: Albert Gudmundsson. L’islandese, tornato a Marassi da avversario, ha mostrato freddezza glaciale trasformando al 20′ il rigore dell’1-1, silenziando il suo vecchio pubblico e mandando le squadre al riposo in parità.
La ripresa si è trasformata in un vortice di emozioni. La Fiorentina ha rischiato il tracollo al 50′, quando l’arbitro ha concesso un penalty al Genoa, ma De Gea ha tenuto in vita i suoi ipnotizzando Colombo dagli undici metri. L’intervento del portiere spagnolo ha dato la scossa: al 58′, un’azione ispirata da Sohm (confermato e positivo) ha permesso a Piccoli — altro grande ex di giornata — di trovare il piattone del sorpasso.
Sembrava l’apoteosi del cambio di guida tecnica, ma l’illusione è durata appena centoventi secondi. Al 60′, una mischia furibonda in area viola ha premiato Colombo, bravo a farsi perdonare l’errore dal dischetto siglando il 2-2. Nel finale, nonostante i tentativi di Piccoli e la risposta di Masini, i portieri hanno blindato il risultato. Vanoli torna a Firenze con un punto che muove la classifica ma non risolve i dubbi, e con la consapevolezza che contro la Juventus, nel prossimo sentitissimo turno, servirà una solidità ben diversa.
Il presidente Rocco Commisso
a fine partita ha chiamato il mister negli spogliatoi. “Era fondamentale che il gruppo, prendendo atto della situazione di classifica, rispondesse con una prestazione di carattere -ha detto Vanoli – I segnali da parte di tutti, anche da chi è subentrato, sono incoraggianti”.
Il presidente ha apprezzato le parole del mister e il carattere mostrato dalla squadra. “Soltanto così ne usciremo, con questo spirito, un passo alla volta – ha commentato Commisso – Adesso alleniamoci al meglio in questa sosta, con umiltà e tanta energia. Sono molto fiducioso”.
Il tabellino
Genoa – Fiorentina 2-2
GENOA (3-4-1-2):
Leali; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Norton-Cuffy, Frendrup, Thorsby, Martin (76′ Masini); Ellertson, Vitinha (76′ V. Carboni); Colombo (67′ Ekhator). All. Giacomazzi.
FIORENTINA (3-5-1-1): De Gea; Pongracic, Pablo Marì, Ranieri (66′ Viti); Dodo, Nicolussi Caviglia, Sohm (75′ Ndour), Mandragora, Fortini (66′ Parisi); Gudmundsson (75′ Dzeko); Piccoli (84′ Fazzini). All. Vanoli.
RETI: 15′ Ostigard (G), 20′ Gudmundsson (F), 58′ Piccoli (F), 60′ Colombo (G).
NOTE: Ammoniti: Pongracic (F), Vanoli (F), Ranieri (F), Martin (G), Ellertson (G), Dodo (F).



