MAINZ – L’esordio europeo di Daniele Galloppa sulla panchina della Fiorentina si consuma nel modo più crudele possibile, con una sconfitta per 2-1 maturata all’ultimo respiro che vanifica sessanta minuti di ottima gestione tattica. In Germania, contro il Mainz, i viola pagano a caro prezzo la legge non scritta del calcio internazionale: chi non chiude le partite quando ne ha l’occasione, finisce per perderle. Non è bastata la rete di Sohm e una prestazione coraggiosa dei giovani lanciati dal primo minuto; la formazione tedesca ha ribaltato l’inerzia grazie alla profondità della propria panchina e al cinismo nei minuti finali.
Le scelte iniziali del tecnico viola — Martinelli a difesa dei pali e un tandem offensivo inedito Fazzini-Piccoli — sembravano aver pagato dividendi nella prima frazione. Dopo un brivido iniziale al 10′, con Martinelli attento sul colpo di testa di Weiper, la Fiorentina ha preso il comando delle operazioni. Il vantaggio al 15′ è stato un manifesto di calcio verticale: recupero alto di Nicolussi Caviglia, sponda intelligente di Piccoli e destro di controbalzo di Sohm a fulminare Zentner.
Il vero rammarico della serata toscana risiede nel mancato raddoppio prima dell’intervallo. La squadra ha prodotto gioco e occasioni nitide: prima con un contropiede orchestrato da Fortini e concluso da Piccoli (parata di Zentner), poi con un’azione avvolgente sull’asse Dodo-Sohm che ha liberato Fazzini, il cui colpo a botta sicura è stato murato miracolosamente da Potulski in scivolata.
La ripresa si è trasformata in una lenta agonia sportiva, complice l’incapacità viola di sferrare il colpo del ko. L’errore di Piccoli al 55′, che ha strozzato troppo il mancino a tu per tu con il portiere dopo uno strappo di Sohm, è stato lo sliding door dell’incontro. Da quel momento, i cambi del Mainz hanno cambiato volto alla gara. Se le rotazioni di Galloppa (dentro Kean e Mandragora) non hanno sortito l’effetto sperato, quelle tedesche sono state letali.
Al 68′, il pareggio è stato confezionato da due subentrati: Lee ha ispirato e Hallerbach, in campo da appena tre minuti, ha battuto Martinelli. La Fiorentina ha provato a reagire d’orgoglio, sfiorando il nuovo vantaggio con un colpo di testa di Kean su assist di Dodo uscito di un soffio, ma è crollata psicologicamente nel recupero. Al 95′, la doccia fredda definitiva: cross di Sano (altro subentrato) e colpo di testa vincente di Lee. Galloppa torna in Toscana con zero punti e una lezione severa: in Europa la bellezza senza concretezza diventa un boomerang.
Il tabellino
Mainz – Fiorentina 2-1
MAINZ (3-4-3):
Zentner; Potulski, Da Costa, Kohr; Mwene (46′ Widmer), Maloney (60′ Sano), Amiri (81′ Boving), Kawasaki; Nebel (65′ Hollerbach), Weiper, Sleb (60′ Lee Jae-Sung). All. Henriksen.
FIORENTINA (3-5-2): Martinelli; Pongracic, Marì (69′ Comuzzo), Ranieri; Dodo, Sohm (86′ Fagioli), Nicolussi Caviglia, Ndour (59′ Mandragora), Fortini; Fazzini, Piccoli (59′ Kean). All. Galloppa.
RETI: 16′ Sohm (F), 68′ Hollerbach (M), 95′ Lee Jae-Sung (M).
NOTE: Ammoniti: Maloney (M), Ndour (F), Nebel (M), Marì (F), Amiri (M).



