(Adnkronos) – Mancano 3 mesi ai Mondiali di calcio 2026, che gli Stati Uniti organizzeranno con Messico e Canada, e una domanda inizia a prendere forma nel pieno di una drammatica crisi internazionale: l’Iran parteciperà alla World Cup? Il tema ovviamente rappresenta un dettaglio mentre l’intero Medio Oriente è infiammato da un conflitto che si allarga a macchia d’olio.
Lo sport non rappresenta in questo momento una priorità, ovviamente, ma la speranza è che tra 100 giorni – quando è previsto il calcio d’inizio dei Mondiali al via l’11 giugno – sarà possibile concentrarsi sul torneo che coinvolgerà 48 nazionali. Le ultime squadre ammesse saranno definite dai playoff, che in Europa coinvolgono anche l’Italia, a caccia del pass per il torneo.
L’Iran, che ha conquistato la qualificazione diretta sul campo, dovrebbe debuttare a Los Angeles contro la Nuova Zelanda il 15 giugno. Quindi, dovrebbe giocare ancora nella città californiana il 21 giugno contro il Belgio e affrontare l’Egitto a Seattle il 26 giugno. E’ presto per pensare a scenari alternativi legati all’ipotesi del boicottaggio da parte dell’Iran. Se tale passo dovesse concretizzarsi, resterebbe un vuoto nel tabellone dei Mondiali. Come verrebbe colmato? Si aprirebbero prospettive di ‘ripescaggio’ per nazionali sin qui escluse?
“Quello che è certo è che dopo questo attacco non possiamo aspettarci di guardare con speranza ai Mondiali”, le parole del presidente della federcalcio iraniana, Mehdi Taj, al portale Varzesh3. La decisione finale spetterebbe alla leadership del paese e sarebbe ovviamente condizionata dai rapporti con gli Stati Uniti. L’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei ha decapitato i vertici di Teheran e non è chiaro se l’operazione avviata da Stati Uniti e Israele porterà ad un reale ‘regime change’. La Fifa, per ora, non si sbilancia. Mattias Grafstrom, segretario generale della federcalcio internazionale, ha risposto alle domande della Cnn: “E’ prematuro commentare in maniera approfondita, ovviamente seguiamo gli sviluppi di tutte le situazioni a livello internazionale. Al sorteggio per la fase finale hanno partecipato tutti i paesi, il nostro obiettivo è organizzare una World Cup sicura, con la partecipazione di tutti”.
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