LUCCA – Lasciare i terminali per il gioco d’azzardo alla mercé di chiunque, senza alcun filtro o controllo visivo, può costare molto caro. Lo sa bene il gestore di una sala slot della provincia lucchese, finito al centro di una mirata operazione di controllo che potrebbe ora portare all’abbassamento definitivo delle saracinesche.
L’intervento si inquadra in una più ampia campagna di contrasto al gioco illegale disposta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza. I militari del Gruppo di Lucca, operando in stretta sinergia con i funzionari dell’Area Territoriale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno passato al setaccio diversi punti scommesse e locali VLT del territorio. Durante una di queste ispezioni, gli operatori si sono trovati di fronte a una grave anomalia gestionale: all’interno del locale mancava del tutto il personale incaricato di sorvegliare l’area dedicata alle macchinette. Una lacuna che, di fatto, garantiva l’accesso libero e indiscriminato agli apparecchi di intrattenimento, aprendo pericolosamente le porte del gioco d’azzardo anche ai minorenni.
L’assenza di vigilanza costituisce una violazione diretta dell’articolo 88 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.). La normativa prevede in questi casi una sanzione amministrativa pecuniaria che spazia da un minimo di 516 fino a un massimo di 3.098 euro. A peggiorare la posizione del locale è tuttavia il fattore temporale: le autorità hanno infatti accertato che l’attività è recidiva, avendo già commesso la medesima infrazione in un arco di tempo ravvicinato. Proprio per questa reiterazione, è altamente probabile che al gestore venga applicata la contravvenzione nella sua misura più severa.
La maximulta potrebbe essere solo il primo dei provvedimenti. La documentazione raccolta dalle Fiamme Gialle e dai funzionari dei Monopoli è ora al vaglio della Questura locale. L’Autorità di Pubblica Sicurezza sta conducendo gli opportuni approfondimenti per valutare una misura ben più drastica: la sospensione ufficiale dell’attività.
L’intera operazione, come sottolineato dagli inquirenti, punta non solo a tutelare i consumatori dalle derive del gioco irregolare, ma anche a difendere la concorrenza leale, proteggendo gli interessi di quelle imprese che operano nel pieno rispetto della legalità.



