CARRARA – Una vittoria che è il manifesto della resilienza e della lungimiranza tattica. Allo Stadio dei Marmi, la Carrarese supera il Venezia per 3-2 al termine di una gara vietata ai deboli di cuore, decisa ben oltre il novantesimo da chi è subentrato a partita in corso. Contro una delle corazzate della categoria, la formazione di Antonio Calabro ha saputo rincorrere per due volte lo svantaggio, per poi sferrare il colpo del ko definitivo proprio sul gong, trasformando una domenica di sofferenza in un trionfo.
L’inizio del match aveva fatto presagire un pomeriggio in salita per i toscani. Il Venezia di Stroppa, schierato con un solido 3-5-2 speculare a quello dei padroni di casa, ha impiegato appena tredici minuti per sbloccare l’incontro: la rete di Adorante ha gelato l’entusiasmo locale, costringendo Bleve e compagni a una gara di rincorsa immediata. La reazione della Carrarese, tuttavia, è stata lucida e non frenetica. Dopo aver assorbito il colpo, gli azzurri hanno riordinato le idee, trovando il pareggio prima dell’intervallo con Zuelli, abile a ristabilire l’equilibrio al 41′ e a mandare le squadre negli spogliatoi sull’1-1.
La ripresa si è trasformata in una battaglia tattica e nervosa, testimoniata dalla pioggia di cartellini gialli che ha colpito entrambe le formazioni (ammoniti Illanes, Schiavi, Imperiale e Abiuso per i locali; Haps, Busio, Perez e Adorante per gli ospiti). In questo clima incandescente, il Venezia ha trovato nuovamente la forza di mettere la testa avanti grazie al gol di Doumbia, che sembrava indirizzare l’inerzia verso la laguna.
È stato in quel momento, però, che la partita si è decisa sulle panchine. Mentre Stroppa cercava di gestire il vantaggio inserendo forze fresche in mediana e difesa, Calabro ha risposto rivoluzionando il fronte offensivo. Le mosse del tecnico pugliese si sono rivelate profetiche. Prima è stato il neoentrato Rubino (subentrato a Bozhanaj, a sua volta entrato per Hasa, in una staffetta complessa anche per infortuni) a siglare il 2-2, riaccendendo la speranza.
Poi, l’epilogo clamoroso. Quando il pareggio sembrava ormai scritto, al 95′, in pieno recupero, è arrivata la zampata di Di Stefano. L’attaccante, gettato nella mischia al posto di Abiuso nel finale, ha fatto esplodere lo stadio firmando il 3-2 definitivo. Un gol che vale tre punti pesantissimi e che premia la capacità della Carrarese di attingere risorse vitali dalla propria panchina, piegando un Venezia mai domo ma punito proprio all’ultimo respiro.
Il tabellino
Carrarese – Venezia 3-2
CARRARESE (3-5-2)
: Bleve; Oliana, Imperiale, Illanes; (72’ Belloni), Hasa (55’ Bozhanaj, 76′ Rubino), Zuelli, Schiavi, Zanon; Abiuso (76’ Di Stefano), Finotto (72’ Torregrossa). All. Calabro.
VENEZIA (3-5-2): Stankovic; Schingtienne, Korac, Sverko (62’ Bjarkason); Hainaut (62’
Pietrelli), Doumbia, Busio, Kike Perez (90′ Casas), Haps; Yeboah (79′ Lella), Adorante (78′ Fila). All. Stroppa.
RETI: 13’ Adorante (V), 41’ Zuelli (C), Doumbia (V), Rubino (C). 95′ Di Stefano (C).
NOTE: Ammoniti: Haps (V), Illanes (C), Schiavi (C), Abiuso (C), Imperiale (C), Busio (V), Perez (V), Adorante (V), Di Stefano (C).



