VICOPISANO – Si è conclusa tra l’1 e il 2 luglio l’analisi sui filtri del Pm10 delle stazioni di monitoraggio di qualità dell’aria di Pisa-Passi (campionati dal 12 al 21 giugno) e del laboratorio mobile di Pisa-Cisanello (campionati dal 12 al 21 giugno) dopo l’incendio alla ditta di riciclo rifiuti di Vicopisano.
In tutti i campioni analizzati risultano praticamente assenti gli inquinanti organici ricercati, ovvero, Diossine e Furani, Pcb, Ipa e Benzo[a]Pirene e comunque, ampiamente nei limiti dei valori di fondo assegnati ad un’area urbana.
Si conclude al momento questa fase di indagine dalla quale sembrerebbe essere emerso che diossine e furani e Ipa si sono formati a seguito dell’incendio – come mostrano i risultati dei filtri Pm10 di Pisa-Borghetto nei primi giorni dopo l’incendio, ovvero il 9 e 10 giugno – ma questi inquinanti non sono stati trovati nei campioni analizzati per valutare le ricadute a terra che hanno preso in esame vegetali a foglia larga, terreno, frumento e foraggio.
Evidentemente, le condizioni con le quali si è sviluppato l’incendio (alta temperatura delle fiamme, velocità elevata di ascesa dei fumi) combinate con le condizioni atmosferiche di quei giorni, hanno esteso l’area interessata dalla ricaduta dei fumi fino a disperdere in maniera importante nell’atmosfera la polvere prodotta dall’incendio; polvere che costituisce il “veicolo” di diffusione nell’ambiente di tali inquinanti.



