PISA – Il verdetto dell’Arena Garibaldi è di quelli che lasciano l’amaro in bocca per la mole di gioco prodotta e non concretizzata. Il Pisa cede l’intera posta in palio all’Udinese, che passa di misura per 0-1 grazie a una prova di estremo cinismo e solidità difensiva. La formazione di Alberto Gilardino, pur battagliera dal primo all’ultimo istante, paga a caro prezzo la scarsa lucidità negli ultimi sedici metri e una disattenzione fatale nel primo quarto d’ora, permettendo ai bianconeri di Kosta Runjaic di incamerare la seconda vittoria esterna stagionale e salire provvisoriamente al terzo posto in classifica.
L’avvio di gara aveva illuso il pubblico di casa: il pressing alto di Meister su Sava sembrava il preludio a una partita di aggressione, ma l’errore di misura dell’attaccante ha subito raffreddato gli entusiasmi. Scampato il pericolo, l’Udinese ha preso in mano le redini tattiche del match, sfruttando le fasce e la fisicità di Davis (pericoloso sull’esterno della rete al 10′). La svolta, decisiva, è arrivata al 14′: su una palla vagante in area, Iker Bravo ha mostrato quella reattività che è mancata alla retroguardia nerazzurra, battendo Semper con una conclusione potente e precisa.
Sotto di un gol, il Pisa ha vissuto un primo tempo di reazione nervosa ma confusa. Se l’Udinese ha fallito il colpo del ko immediato in ripartenza con Davis, i tentativi toscani si sono infranti contro la mancanza di precisione: Moreo ha calciato alto da buona posizione, Akinsanmiro ci ha provato dalla distanza senza fortuna. La parata di Semper su Atta nel finale di frazione ha tenuto il risultato in bilico, offrendo a Gilardino l’assist per provare a ribaltare l’inerzia tattica negli spogliatoi.
La mossa del tecnico nerazzurro è stata drastica: fuori Lusuardi, Angori e Moreo, dentro Bonfanti, Leris e Nzola a inizio ripresa. Una tripla sostituzione volta a dare peso e freschezza, che ha prodotto subito un colpo di testa alto del neoentrato Leris. Tuttavia, l’Udinese ha saputo assorbire la pressione, abbassando il baricentro e chiudendo ogni linea di passaggio. La gara si è trasformata in un monologo sterile dei padroni di casa, interrotto solo da una fiammata ospite con Ehizibue su assist di Buksa.
Nel finale, la disperazione del Pisa si è tradotta in tentativi velleitari o spettacolari ma inefficaci. Tramoni ha cercato gloria due volte da fuori area trovando sempre attento Sava, mentre la rovesciata di Caracciolo, terminata alta, è rimasta l’immagine simbolo di una giornata in cui la volontà non è bastata a scardinare l’organizzazione avversaria. L’ultimo assalto di Meister, murato da un provvidenziale Kristensen, ha certificato la sconfitta: l’Udinese festeggia, il Pisa deve riflettere sulla differenza tra creare e finalizzare.
Il tabellino
PISA
(3-4-2-1): Semper; Canestrelli, Caracciolo, Lusuardi (46′ Bonfanti); Touré, Akinsanmiro, Aebischer (86′ Piccinini), Angori (46′ Leris); Moreo (46′ Nzola), Tramoni (86′ Stengs); Meister. All. Gilardino.
UDINESE (3-5-2): Sava; Bertola (75′ Goglichidze), Kristensen, Solet; Ehizibue, Piotrowski (61′ Zarraga), Karlstrom, Atta, Kamara (75′ Zemura); Davis (61′ Buksa), Bravo (61′ Buksa). All. Runjaic.
RETI: 14′ Bravo
NOTE: Ammoniti Caracciolo (P), Kamara (U)



