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Pescia, eseguito intervento avanguardia ortopedica

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PESCIA – E’ stato eseguito nel reparto di Ortopedia e Traumatologia del Presidio ospedaliero S.S. Cosma e Damiano di Pescia un intervento chirurgico estremamente raffinato, efficace ed all’avanguardia per il trattamento della frattura del piatto tibiale in una paziente di 29 anni.

La giovane, esperta amazzone originaria e residente a Pistoia, si era procurata la frattura scendendo da cavallo, pur essendo un’esperta amazzone.

Giovanni Zaccherotti, direttore della struttura operativa di ortopedia e traumatologia dell’Ospedale di Pescia “Si trattava di una frattura riguardante l’emipiatto tibiale esterno del ginocchio destro e abbiamo deciso di operarla con l’assistenza della tecnica artroscopica, che ha permesso di sfruttare l’estrema mini invasività di questa metodica. Tale tecnica mentre alla fine degli anni ’80 era utilizzata per perfezionare la diagnosi, ora è divenuta sempre più indispensabile nel trattamento ottimale di vari tipi di fratture articolari, soprattutto del ginocchio. L’abbiamo pertanto introdotta con successo anche a Pescia e, nel caso specifico, nella giovane donna ha permesso la riduzione anatomica della frattura che associata ad una sintesi perfettamente stabile permetterà un precoce recupero della funzionalità articolare”.

La giovane studentessatra l’altro in medicina e chirurgia, ha svolto l’intervento non appena le condizioni biologiche lo hanno permesso.

Durante l’intervento il dottor Zaccherotti è stato assistito dai dottori Giovanni Chiesa e Teodoro Bassarelli, specialisti ortopedici, e dal personale infermieristico della sala operatoria coordinato dal dottor Giulio Barra.  

Per la dottoressa Lucilla Di Renzo, direttore sanitario del presidio e della rete ospedaliera della Ausl Toscana Centro “l’artroscopia è dunque, ormai, divenuto un supporto insostituibile per il raggiungimento di questi risultati e mi congratulo con la struttura per averla introdotta con successo e mi  complimento con la dottoressa Giuditta Niccolai, referente del presidio per aver organizzato il percorso per l’introduzione di tale innovativa procedura a disposizione dei pazienti”.

In questo intervento, spiegano i medici, la tecnica artroscopica ha reso possibile la visualizzazione della frattura evitando l’apertura dell’articolazione, e soprattutto la disinserzione meniscale laterale, sempre necessaria per un atto chirurgico tradizionale. Inoltre l’artroscopia consente di trattare subito eventuali lesioni meniscali e legamentose, che spesso si associano a tali fratture.

Stefano Michelagnoli, direttore del Dipartimento delle Specialistiche Chirurgich: “è diventata indispensabile al punto che, in un prossimo futuro, il termine stesso di trattamento artroscopico di certe fratture del piatto tibiale potrebbe essere pleonastico come lo è oggi per il trattamento delle fratture meniscali, cartilaginee o legamentose del ginocchio”.

Anche per il dottor Giovanni Benelli, direttore dell’Area aziendale Ortopedia e Traumatologia, “tale tecnica rimane auspicabile e la formazione e l’approfondimento di tali metodologie deve rimanere prioritario nella prospettiva educazionale futura dello specialista ortopedico in forza presso i nostri presidi ospedalieri come lo è presso l’Ospedale di Pescia”.

© Riproduzione riservata

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