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Un arsenale nell’auto fermata a un controllo dalla polizia locale: cinque in manette

Erano in possesso di un ordigno rudimentale, una pistola con matricola abrasa, manganelli telescopici e bastoni. Indaga la procura

PRATO – Prato torna a fare i conti con lo spettro della criminalità organizzata orientale e lo fa nel cuore del suo distretto.

Via Fabio Filzi è stata teatro di un blitz che ha portato allo smantellamento di quello che gli inquirenti definiscono un vero e proprio commando. Cinque cittadini cinesi, di età compresa tra i 35 e i 48 anni e arrivati in Italia solo da pochi giorni, sono stati intercettati a bordo di una Fiat Punto durante un controllo che ha svelato un arsenale pronto all’uso.

La scena degna di un poliziesco si è consumata sotto gli occhi degli agenti della polizia locale di Prato. Alla vista delle divise, uno dei passeggeri seduti sul sedile posteriore ha tentato di disfarsi di un oggetto lanciandolo dal finestrino. Recuperato immediatamente, il plico si è rivelato essere un ordigno esplosivo artigianale, una bomba carta lunga dieci centimetri, rinforzata con nastro isolante nero e dotata di miccia d’innesco.

Ma la sorpresa peggiore era nascosta all’interno dell’abitacolo. Sotto il sedile del conducente, gli agenti hanno rinvenuto una pistola modello CZ 75, calibro 9X19 Parabellum. Si tratta di un’arma comune da sparo clandestina, priva di numeri di matricola in ogni sua parte, con un caricatore già inserito contenente tre proiettili. Nel portaoggetti posteriore è stato trovato anche un manganello metallico estensibile di 63 centimetri, mentre accanto al posto di guida era pronto all’uso un bastone di legno lungo 75 centimetri.

Il Giudice per le indagini preliminari di Prato ha convalidato l’arresto per tutti e cinque i soggetti, disponendo la custodia cautelare in carcere. Le accuse sono pesantissime: porto illegale di arma clandestina in luogo pubblico, detenzione di ordigno esplosivo, ricettazione e porto di oggetti atti a offendere.

Ora il lavoro degli inquirenti, coordinato dalla procura, si sposta sul movente: l’arsenale e la dinamica del fermo suggeriscono che il gruppo fosse in procinto di compiere un’azione punitiva o un attentato intimidatorio. Resta da capire chi fosse l’obiettivo del commando in quella che sembra una nuova, violenta scalata al controllo del territorio nel cuore di Prato.

© Riproduzione riservata

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