PISA – L’Azienda Usl Toscana nord ovest consolida il proprio posizionamento nel panorama della ricerca scientifica territoriale. La recente istituzione di una Struttura complessa dedicata alle Sperimentazioni cliniche, inserita direttamente sotto lo staff della Direzione, formalizza la volontà dell’ente di affermarsi come polo d’eccellenza, puntando sull’innovazione terapeutica e sull’accesso precoce alle cure.
Il fulcro operativo di questo percorso è rappresentato dal Dipartimento oncologico aziendale, diretto da Giacomo Allegrini. Nell’ultimo anno, le strutture afferenti al dipartimento hanno gestito un volume di oltre 100 studi clinici attivi. Questa mole di lavoro si traduce in un vantaggio clinico diretto per i pazienti, i quali possono beneficiare sul proprio territorio di trattamenti di ultima generazione, caratterizzati spesso da un’efficacia superiore rispetto agli attuali standard terapeutici convenzionali.
Per mappare la propensione alla ricerca del proprio organico, nel corso del 2025 l’Asl ha condotto una capillare ricognizione interna, coordinata da Luna Chiara Masini, Study coordinator dell’ufficio Sperimentazioni cliniche afferente all’Oncologia di Livorno.
L’iniziativa ha registrato l’adesione di 917 dipendenti operanti in dieci diverse aree distrettuali e in molteplici discipline mediche. I risultati evidenziano una forte proiezione verso il futuro: sebbene l’89,5% del campione non operi attualmente in sedi dotate di studi clinici attivi, il 78% del personale dichiara un marcato interesse verso i temi della ricerca scientifica, mentre una percentuale ancor più netta (92,3%) richiede formalmente l’attivazione di percorsi formativi specifici.
La rilevazione ha permesso di individuare anche alcune lacune informative interne. Soltanto il 21% degli intervistati risulta a conoscenza dell’esistenza della task force aziendale, un organismo strategico fondato nel 2016 con il preciso mandato di supportare i ricercatori nell’espletamento degli iter normativi e burocratici.
Analoghi margini di miglioramento si registrano sul fronte delle Good Clinical Practice (Gcp), gli standard internazionali che regolano l’etica e la qualità della ricerca. Se il 75% del personale con pregressa esperienza nel settore dichiara di conoscerne i principi, appena il 26,5% risulta in possesso di una certificazione formale. Per far fronte a questa carenza, la task force aziendale ha già pianificato la promozione di corsi base Gcp rivolti ai dipendenti.
Parallelamente all’avanzamento scientifico, la sperimentazione clinica genera un significativo ritorno finanziario per la sanità pubblica. Il documento aziendale, richiamando recenti studi Aifa (2024), quantifica tale beneficio in modo netto: ogni euro investito nel settore produce un risparmio di tre euro per il Servizio sanitario nazionale. Un saldo positivo determinato dall’erogazione a titolo gratuito dei farmaci sperimentali e dal rimborso totale delle prestazioni diagnostiche da parte dei promotori degli studi clinici.



