34.4 C
Firenze
lunedì 6 Luglio 2026
Segnala a Zazoom - Blog Directory
spot_img

Incendi boschivi, al via la campagna 2026 in Toscana: un nuovo piano per adattarsi ai cambiamenti climatici

La complessa macchina dei soccorsi conta su 4.000 volontari e una vasta flotta aerea, coordinati dalla Sala Operativa Unificata per monitorare il rischio h24

La Toscana inaugura la campagna antincendi boschivi 2026 con un netto cambio di prospettiva. Non si tratta più soltanto di spegnere le fiamme, ma di capirne l’origine e anticiparle. Questo è il principio alla base del documento Strategie di adattamento ai cambiamenti climatici per la gestione del rischio incendi boschivi, presentato a Firenze, a Palazzo Strozzi Sacrati, dal presidente della Regione Eugenio Giani e dall’assessore all’agricoltura Leonardo Marras. Il testo, che guiderà il piano operativo per il triennio 2027-2029, punta a studiare le vulnerabilità del territorio per prevenire i roghi, superando la logica della sola gestione dell’emergenza.

A spingere verso questo nuovo approccio sono i dati recenti. Nel primo semestre dell’anno si sono già verificati 151 incendi, a dimostrazione di come il pericolo non sia più circoscritto ai mesi estivi. L’episodio più critico ha colpito il Monte Faeta, al confine tra le province di Pisa e Lucca, dove tra la fine di aprile e l’inizio di maggio sono bruciati 660 ettari di bosco. Si tratta di un evento insolito per il periodo primaverile, innescato da un mix di fattori ormai strutturali: l’innalzamento delle temperature, l’abbandono delle campagne e la crescita delle zone di contatto tra le aree urbane e quelle rurali.

Per mitigare questi fenomeni, l’amministrazione regionale destina circa il 40% delle risorse disponibili alla prevenzione. Tra i progetti attivi figurano le comunità antincendio, note come ‘Firewise’, e una ventina di piani territoriali specifici. Per rimarginare le ferite lasciate dai roghi recenti è stato varato un piano di recupero da 400mila euro per il Monte Faeta, seguendo il modello di salvaguardia ambientale già applicato in passato a Calci e Massarosa.

Sul fronte strettamente operativo, la macchina organizzativa può contare su una forza di circa 4.000 volontari e 400 operai forestali, supportati da oltre 600 mezzi e una flotta aerea che arriva fino a 10 elicotteri. A coordinare gli interventi è la Sala Operativa Unificata Permanente, attiva giorno e notte, affiancata da sette centri provinciali e da presidi estivi sulle isole di Capraia, Giglio e Pianosa. Un ruolo centrale è affidato all’addestramento del personale, concentrato nel polo La Pineta di Tocchi, una struttura dedicata a preparare gli operatori a scenari che cambiano rapidamente. La rete di sicurezza sul territorio include inoltre accordi di collaborazione con i Vigili del Fuoco e i Carabinieri Forestali.

La componente istituzionale richiede però il supporto dei cittadini. Dal 13 giugno e fino al 31 agosto vige il divieto assoluto di abbruciamento dei residui vegetali, mentre l’andamento del rischio è monitorabile quotidianamente tramite il bollettino curato dal consorzio LaMMA e dal Cnr-Ibe.

Il presidente Giani ha evidenziato come la tutela del patrimonio boschivo si traduca in protezione per l’economia, il turismo e la sicurezza pubblica. “Non basta intervenire quando il fuoco è già divampato”, ha precisato, richiamando la necessità di politiche lungimiranti. Sulla stessa linea l’assessore Marras, il quale ha ricordato come i roghi odierni siano più veloci e difficili da domare. “Il rischio non è più confinato alla sola estate”, ha spiegato, “solo unendo organizzazione, conoscenza scientifica, pianificazione e responsabilità condivisa possiamo rendere il territorio toscano più sicuro e più resiliente”.

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Firenze
cielo sereno
34.4 ° C
35 °
32.1 °
33 %
1.3kmh
9 %
Lun
33 °
Mar
33 °
Mer
35 °
Gio
38 °
Ven
39 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS

Video news