“E’ soltanto un simbolo”, ma intanto Roberto Vannacci, generale europarlamentare numero due della Lega guidata dal vicepremier Matteo Salvini, quel “simbolo” lo prende e lo mette lì.
Un ‘Futuro nazionale’ depositato il 24 gennaio in Euipo, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale.
Nome del richiedente, si legge, Roberto Vannacci. Con tanto di indirizzo riferito a Viareggio.
Che poi sia simbolo di un eventuale futuro partito con tanto di scissione da una Lega a cui Vannacci ha dato la scalata rapidamente o una strategia per arrivare ad altro all’interno della Lega guidata da Salvini si vedrà.
Certo che con i team de ‘Il mondo al contrario’ le truppe del generale si sono formate. E possono contarsi.
Se per Salvini “Chiariamo tutto ma è un problema per i giornalisti, non per gli italiani e non per la Lega”, il problema con ‘Futuro nazionale’ altro dalla Lega per la Lega si porrebbe in Toscana.
Il partito guidato da Salvini potrebbe scomparire dal Consiglio regionale dove, con Vannacci responsabile della campagna elettorale delle regionali 2025 in Toscana, la Lega ha eletto un solo consigliere contro la valanga del 2020 con la leghista di Cascina Susanna Ceccardi candidata presidente centrodestra.
Unico eletto 2025 in Consiglio regionale della Toscana è il blindato Massimiliano Simoni, fedelissimo di Vannacci, che, va da sé, confluirebbe in un ‘Futuro nazionale’ in versione partito.
Considerato che nella kermesse regionale in Toscana dello scorso ottobre la Lega è precipitata a poco più del 4%, era ben oltre il 20% nel 2020 in Toscana, è chiaro che una scissione potrebbe costituire una sorta di atto finale per il partito di Salvini.
Non un dettaglio per Salvini, che dopo il flop regionali la Lega Toscana l’ha commissariata con il deputato Andrea Crippa, suo vice in Lega prima dell’avvento del generale recordman di preferenze alle Europee 2024.
Entrambi, Salvini e Vannacci, contestati a Livorno alla vigilia delle regionali in Toscana dove si erano presentati separatamente e in tempi diversi.
Prima Vannacci con un convegno su remigrazione.
Poi qualche giorno dopo Salvini in una location dirimpettaia blindata con decine di agenti.
Intanto Vannacci, reduce da un evento in Svizzera, con contestazione, via social sul suo ‘Futuro nazionale’ punta il dito: “Tutti i soggetti che stanno facendo un uso improprio del nome e del simbolo Futuro Nazionale verranno formalmente diffidati“.
E venerdì 30 gennaio tuona via social “Oggi a Montecitorio è morta la democrazia”.
Riferendosi Vannacci alla contestazione di opposizione alla Camera dei Deputati per una conferenza stampa ‘Remigrazione e conquista’ di iniziativa leghista col deputato Furgiuele. E con Casapound.
Gli fa eco, ripostando il post di Vannacci, il deputato pisano Edoardo Ziello: “Sposo in pieno il pensiero del generale Roberto Vannacci e mi impegno affinché si faccia un’altra conferenza stampa sullo stesso tema. Voglio proprio vedere come faranno ad impedirmelo”.
Con ‘Fuori i fascisti dal Parlamento’ i deputati di opposizione Pd, M5S e Avs hanno occupato la sala, la conferenza stampa alla Camera dei Deputati è stata annullata. “Noi in modo pacifico oggi abbiamo difeso la Costituzione della Repubblica”, spiega il deputato pisano Nicola Fratoianni, Avs.
Vannacci via social: “La remigrazione è un tema di discussione, è un problema di attualità, è una necessità di sopravvivenza e parlarne non viola alcuna legge. I primi a violare uno dei principi fondamentali della nostra carta costituzionale sono stati questi sgangherati parlamentari che, evidentemente, non conoscono l’articolo 21 oppure lo applicano solo a loro uso e consumo secondo una rodata consuetudine della sinistra (puoi parlare solo se la pensi come me). Mi auguro un deciso intervento del Capo dello Stato che è garante e custode della nostra Costituzione. Esorto a riprogrammare l’incontro anche per dimostrare che nelle nostre istituzioni repubblicane non vince la violenza, la prevaricazione e l’intolleranza. Massima solidarietà all’onorevole Domenico Furgiuele che ha avuto il coraggio e la determinazione di far valere i diritti di cittadini che legittimamente e democraticamente vogliono rappresentare le loro istanze”.



