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GENOVA — Si chiama Global Sumud Flotilla ed è la più grande missione civile mai organizzata per rompere l’assedio di Gaza. Decine di imbarcazioni, con a bordo aiuti umanitari e attivisti provenienti da 44 paesi, solcheranno il Mediterraneo con l’obiettivo di consegnare medicine, cibo e materiali essenziali alla popolazione palestinese.
Il termine sumud, in arabo, significa resilienza, resistenza ferma. La mobilitazione riunisce associazioni, ong, artisti, accademici e cittadini comuni. Alla prima ondata, in partenza il 31 agosto da Barcellona e Genova, seguirà una seconda il 4 settembre da Tunisia e dalla Sicilia. A Genova, quattro barche sono pronte a salpare con circa 45 tonnellate di aiuti. La raccolta è stata coordinata da realtà come Music for Peace e Calp. In Italia l’attenzione è alta: tra i sostenitori figurano personalità di rilievo internazionale e nazionale, da Greta Thunberg a Zerocalcare, da Susan Sarandon al professor Alessandro Barbero, fino a Fiorella Mannoia.
Se Genova e la Sicilia sono già al centro della missione, nessun porto toscano risulta al momento coinvolto. Né Livorno né Piombino, scali storicamente legati alla tradizione marittima e logistica del paese, hanno annunciato iniziative legate alla flottiglia.
A bordo delle imbarcazioni ci sono aiuti umanitari considerati essenziali. I rischi restano elevati: in passato navi civili dirette a Gaza sono state intercettate e sequestrate dalla marina israeliana. Diversi osservatori internazionali ricordano che un eventuale fermo in acque internazionali costituirebbe una violazione del diritto marittimo.
Alla Global Sumud Flotilla e a chi ne fa parte va l’augurio che la missione possa raggiungere il suo obiettivo senza ostacoli: portare aiuti, speranza e solidarietà a una popolazione che da troppo tempo attende un segnale concreto di vicinanza dal mondo.