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martedì 14 Luglio 2026
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Tetto alle spese e agli stipendi del calciatori: la serie C inserisce il salary cap

Ciascuna società non potrà spendere, per gli emolumenti dei proprio calciatori, più della metà di quanto introita

LIVORNO – Se ne parla poco, ma all’inizio di questo mese è entrata in vigore un norma destinata a cambiare il variegato mondo della serie C, ormai da anni angustiato dai problemi economici, come ben raccontano, ad esempio, l’esclusione dal campionato, in corso d’opera, del Rimini ed i tanti punti di penalizzazione inflitti durante la stagione. Situazioni che vanno, ovviamente, anche ad influire sui risultati del campo, che invece dovrebbero essere sacri ed inviolabili.

Il riferimento è all’introduzione del Salary Cap, fortemente voluto dal presidente della Lega Pro Matteo Marani. Una norma adesso vincolante, dopo la sperimentazione andata in scena nella passata stagione. Chiaro il target della nuova normativa, impedire i collassi finanziari dei club, troppo spesso abituati a spendere, e spandere…, ben più di quanto introitano.

La norma è elementare, ciascuna società di serie C non potrà spendere, per gli emolumenti dei proprio calciatori, più della metà di quanto introita. Un esempio? Se una società ha incassato, tra biglietteria, diritti radiofonici, sponsor e plusvalenze, due milioni di euro, di stipendi potrà spenderne esattamente la metà, nel caso di esempio un milione. Nel conteggio rientrano la parte fissa, i bonus e la cessione degli eventuali diritti di immagine, mentre sono esclusi i premi legati ai risultati.Insomma, una sorta di Salary Cap diverso per ciascuna società, molto distante, ad esempio, da quanto accade in Nba, con il tetto uguale per tutte le franchigie a stelle e strisce. Una norma che diventerà ancora più stringente nella stagione 2027/28, quando il tetto scenderà al 45%. La norma stabilisce anche il massimo guadagno per un calciatore di serie C, che potrà incassare al massimo 9.500 euro mensili di stipendio fisso, cifra che potrà salire a 13500 con i bonus, fermo restando l’invalicabile limite di 123mila euro annui, ovviamente lordi.

Una norma, quella del Salary Cap, che però non impatterà sui risultati del campo, al di là dei controlli della Lega, con verifiche a novembre, marzo e maggio; infatti, chi verrà trovato fuori dalle regole, non verrà penalizzato in classifica – e meno male – ma punito con una multa in proporzione allo ‘sforamento’ del budget stabilito, con le multe che serviranno a finanziare i settori giovanili delle squadre di terza serie.

Insomma, un’idea giusta, che potrebbe davvero far rinascere un campionato come quello di serie C, nel quale si trovano a giocare piazze importanti come Catania, Livorno, Salerno e Bari ma che penalizza, nel dogma della sostenibilità finanziaria, i calciatori, molti dei quali dovranno scendere, per quanto riguarda i rispettivi ingaggi, a ben più miti pretese di quelle attuali.

© Riproduzione riservata

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