FIRENZE – Un’attivista iraniana blocca corteo a Firenze durante la manifestazione organizzata nel centro cittadino da Cgil, Anpi e Arci per chiedere la fine delle operazioni militari internazionali. L’episodio si è verificato lungo i lungarni, poco dopo la partenza del corteo da piazza Goldoni, dove circa 150 persone si erano radunate con bandiere della pace e striscioni.
A interrompere la marcia è stata Leila Farahbakhsh, attivista iraniana residente a Firenze da circa quindici anni e impegnata nell’associazione internazionale Donne, vita e libertà. La donna si è posizionata davanti alla prima fila dei manifestanti, fermando temporaneamente l’inizio della manifestazione e rivolgendosi ai presenti con un intervento critico sulla situazione politica in Iran e sul ruolo delle mobilitazioni occidentali.
“Fatemi parlare, sono una donna iraniana e ho diritto di parlare”, avrebbe dichiarato durante il confronto con i manifestanti e gli organizzatori, dopo l’invito a spostarsi da parte degli agenti della Digos presenti sul posto. L’intervento ha generato un breve battibecco tra l’attivista e alcuni partecipanti, che hanno replicato sostenendo di essere scesi in piazza in solidarietà con il popolo iraniano.
Dopo alcuni minuti di tensione, la situazione è tornata alla calma e il corteo ha potuto proseguire lungo il percorso previsto fino a piazza del Cestello, dove si è concluso con un minuto di silenzio. Non si registrano feriti né interventi delle forze dell’ordine, ma l’episodio ha suscitato diverse reazioni anche sui social network.
A margine dell’iniziativa, l’attivista ha spiegato ai cronisti di non poter rientrare in Iran da quattro anni, sottolineando la presenza limitata di cittadini iraniani tra i partecipanti al presidio. L’episodio ha così aperto un confronto più ampio sul rapporto tra movimenti pacifisti europei e oppositori del regime di Teheran.



