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‘Gucci Storia’ a Firenze: quando la moda diventa museo

Dal 27 aprile il palazzo storico di piazza della Signoria ospita un percorso espositivo firmato dal direttore creativo Demna tra arazzi, archivi e installazioni interattive

FIRENZE – C’è un palazzo nel cuore di Firenze che dal 27 aprile racconta una storia lunga 105 anni. Si trova in piazza della Signoria, dentro le mura trecentesche di Palazzo della Mercanzia, e porta la firma di uno dei marchi più riconoscibili al mondo. Gucci Storia è la nuova mostra immersiva che segna il ritorno pubblico della Maison nella sua città d’origine, reinterpretata attraverso la visione del nuovo direttore creativo Demna.

Non una mostra, un viaggio

Definirla semplicemente una mostra sarebbe riduttivo. Gucci Storia funziona come un organismo narrativo in cui ogni stanza è un capitolo a sé, con un’atmosfera propria e un ritmo che cambia a ogni soglia. Chi entra non si trova davanti a vetrine con cartellini esplicativi, ma viene letteralmente immerso in ambienti che cambiano linguaggio, scala e temperatura emotiva a ogni passo.

Il percorso si sviluppa su due piani dell’edificio e parte da lontano, dalle origini. Giganteschi arazzi ripercorrono con ironia rinascimentale la parabola di Guccio Gucci, dall’impiego come facchino al The Savoy di Londra fino alle rivoluzioni stilistiche dei direttori creativi che hanno trasformato un piccolo negozio di valigeria in una delle Maison più influenti al mondo. Demna compare nell’ultima scena, intento a modellare il futuro del brand.

Il lato nascosto della Maison

Una delle sorprese più inaspettate è l’Archivio, sala ispirata ai grandi musei di storia naturale. Qui i cassetti non contengono reperti scientifici ma oggetti che raccontano il lato più eccentrico e meno celebrato di Gucci: borse da tennis, kit da barba, foulard, manufatti curiosi che testimoniano una creatività mai rimasta confinata all’abbigliamento. Aprire quei cassetti è un po’ come curiosare nei segreti di famiglia.

Nella sala Manifattura il racconto si fa invece più concreto. Da un lato le borse che hanno scritto la storia, la Bamboo 1947, la Jackie 1961 e la Horsebit 1953, con tutto il peso della tradizione artigianale fiorentina che portano con sé. Dall’altro, bracci robotici al lavoro per testare la resistenza dei materiali: una visione del futuro che non nega il passato ma lo prolunga con strumenti nuovi.

Il mito della stanza segreta

Al secondo piano, tra i momenti più suggestivi, c’è la ricostruzione della stanza della Verità. La leggenda vuole che negli anni Ottanta, sopra il negozio di Gucci a New York, esistesse uno spazio accessibile solo a pochi eletti muniti di chiavi dorate, dove opere d’arte e pezzi unici convivevano lontano dagli occhi del pubblico. Palazzo della Mercanzia ne ricostruisce l’atmosfera, trasformando un mito sussurrato in un’esperienza concreta.

Il percorso si chiude con l’Oracolo, installazione interattiva che invita il visitatore a interrogare l’universo Gucci attraverso una serie di risposte simboliche. Un finale che dice tutto sull’intenzione del progetto: non celebrare un passato cristallizzato, ma aprire una conversazione tra ciò che è stato e ciò che ancora non esiste.

Gucci Storia è aperta al pubblico in Palazzo della Mercanzia, piazza della Signoria, Firenze. Al piano terra si trovano la boutique e la Gucci Osteria da Massimo Bottura, mentre a pochi passi sulla piazza Gucci Giardino offre una pausa tra caffè e cocktail.

© Riproduzione riservata

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