FIRENZE – La sostenibilità della cultura passa dalla capacità di attrarre risorse private. È questo il messaggio centrale emerso dall’Auditorium di Sant’Apollonia a Firenze, tappa toscana del roadshow Più Fundraising Più Cultura. Una giornata di formazione intensiva organizzata dalla Regione per fornire agli operatori del settore strumenti concreti di raccolta fondi.
Ad aprire i lavori è stata l’assessora regionale alla Cultura, Cristina Manetti. Il suo intervento ha sottolineato il ruolo d’avanguardia della Toscana in questo ambito. La regione, infatti, è stata la prima in Italia a legiferare sull’Art Bonus regionale, affiancando uno strumento locale a quello statale attivo dal 2014.
“È un’iniziativa di valenza nazionale – ha spiegato Manetti – perché diffonde competenze fondamentali per la sopravvivenza e lo sviluppo dei nostri enti culturali”. L’assessora ha rivendicato la scelta politica di investire su questo fronte. La Toscana è ancora oggi tra le pochissime realtà ad avere un proprio Art Bonus, sostenuto con un investimento complessivo di un milione di euro.
Le risorse sono ripartite in modo mirato: 500mila euro coprono le mancate entrate IRAP e altri 500mila sono destinati all’Art Bonus ‘puro’. Ma c’è un dettaglio che rende il modello toscano unico. A differenza della normativa nazionale, la misura regionale è aperta anche alle partite Iva. Un’opportunità che allarga la platea dei potenziali mecenati.
L’obiettivo ora è la divulgazione. “Questo strumento va spiegato e insegnato – ha concluso l’assessora – affinché diventi un vero volano per il mantenimento del nostro patrimonio”. La giornata, promossa da Scuola di Fundraising di Roma e Patrimonio Cultura, ha visto anche gli interventi tecnici di Carolina Botti (Ales S.p.A) e Massimo Coen Cagli. Spazio infine alla pratica, con simulazioni e role play per testare sul campo le strategie di finanziamento.



