FIRENZE – Un fondamentale tassello della storia dell’astronomia è emerso dagli archivi della Biblioteca nazionale centrale di Firenze (Bncf). Martedì (17 febbraio) i vertici dell’istituto del Ministero della Cultura hanno annunciato il rinvenimento di una copia dell’edizione basileese del 1551 dell’Almagesto di Claudio Tolomeo, arricchita da annotazioni manoscritte riconducibili a Galileo Galilei.
L’esemplare è stato individuato da Ivan Malara, ricercatore dell’Università Statale di Milano, a coronamento di un’indagine triennale incentrata sulle basi formative dello scienziato. Lo studio intendeva chiarire l’influenza del trattato tolemaico del II secolo d.C. sull’adesione di Galilei alla teoria eliocentrica formulata nel 1543 da Niccolò Copernico. Poiché i due sistemi astronomici, pur essendo diametralmente opposti, poggiano su impalcature matematiche analoghe, la perfetta padronanza del modello tolemaico avrebbe fornito a Galileo gli strumenti tecnici per decodificare e abbracciare la successiva rivoluzione copernicana.
La certezza che lo studioso avesse analizzato approfonditamente i calcoli di Tolomeo risiedeva già nei suoi testi giovanili, elaborati tra il 1589 e il 1592. La necessità di individuare il testo fisico su cui si era formato ha portato a un’ispezione sistematica delle antiche edizioni conservate a Firenze, culminata nella scoperta di una traduzione latina dell’opera densamente postillata. Le verifiche paleografiche e testuali hanno confermato la piena corrispondenza con la calligrafia del giovane Galilei e con specifici passaggi dei suoi futuri trattati.
Il ritrovamento assume un valore strategico per le collezioni della BNCF. Sebbene la biblioteca custodisca già lo storico Fondo Galileiano con i suoi 347 manoscritti, l’individuazione di questo volume all’interno del lascito originario di Antonio Magliabechi inaugura inedite prospettive di indagine in sezioni documentali finora ritenute estranee ai materiali galileiani.
I dettagli tecnici dell’operazione sono stati illustrati in conferenza stampa con gli interventi della direttrice della Bncf Elisabetta Sciarra, della responsabile del settore manoscritti Michaelangiola Marchiaro, dell’autore della scoperta Ivan Malara e dei docenti universitari Franco Giudice e Michele Camerota, sotto la conduzione del giornalista Stefano Salis.



