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Pensionati in provincia di Firenze, solo 3 su 10 al di sopra della soglia minima di benessere

Tra i soggetti più fragili che vivono soli, oltre il 76% percepisce meno di 800 euro al mese. In crisi anche il diritto all'abitare

FIRENZE – Una condizione di diffusa e strutturale fragilità caratterizza oggi la vita di molti pensionati nell’area metropolitana fiorentina. È quanto emerge con chiarezza dal rapporto intitolato Vivere al minimo, promosso da Spi Cgil Firenze, Caritas Firenze e VoisLab, che è stato presentato questa mattina (21 aprile) alla Camera del lavoro di Firenze.

Lo studio, frutto di un’indagine basata su 445 interviste realizzate tra l’aprile e il giugno del 2025, delinea un panorama allarmante in cui il 68,3 per cento degli anziani vive in condizioni di deprivazione materiale e sociale, mentre il 48,5% si trova in una situazione di grave deprivazione, lasciando solo poco più di 3 intervistati su 10 al di sopra della soglia minima di benessere.

Sul fronte dei redditi, l’insufficienza delle pensioni è evidente: tra i soggetti più fragili che vivono soli, oltre il 76% percepisce meno di 800 euro al mese, una cifra ben distante dal garantire una vita dignitosa. Il dato assume contorni ancora più drammatici se si osserva la variabile di genere, con l’86,4% delle donne che risulta collocato sotto la soglia di povertà. Le ricadute quotidiane sono pesanti, con oltre il 72% degli anziani che non riesce ad accantonare risparmi, mentre il 27% dichiara di dover rinunciare a cure sanitarie per motivi economici, per i tempi di attesa o per difficoltà logistiche.

Anche il diritto all’abitare appare in crisi: nonostante il 55,3% viva in una casa di proprietà, quasi un anziano su quattro è in affitto e, tra i più vulnerabili, oltre la metà considera questo costo insostenibile. A tale quadro si somma la fragilità delle reti sociali, che lascia oltre il 50 per cento degli anziani più poveri senza alcun aiuto familiare o amicale, aggravando l’isolamento.

Durante la presentazione del rapporto, che ha visto confrontarsi esponenti del sindacato, della chiesa, del mondo accademico e delle istituzioni, è emersa la necessità di superare approcci residuali in favore di politiche strutturali su reddito, sanità territoriale, abitare e servizi di prossimità.

Al convegno sono intervenuti Bernardo Marasco, segretario generale CGIL Firenze, monsignor Gherardo Gambelli, arcivescovo di Firenze, Monica Pratesi di VoisLab, Giancarla Casini della Cgil Firenze, Paolo Aglietti dello Spi Cgil Firenze, il professor Andrea Ungar dell’università di Firenze, Federica Santillo di Caritas Firenze, l’assessora comunale Laura Sparavigna, la consigliera regionale Serena Spinelli, il sindaco di Empoli Alessio Mantellassi, il direttore della Caritas diocesana Marzio Mori e il segretario generale dello Spi Cgil Firenze Mario Batistini.

© Riproduzione riservata

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