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Inchiesta Open, battibecco in Aula tra Renzi e pm

Il senatore toscano leader di Italia Viva in Aula con quaderni rossi: "Per le toghe rosse". Inchiesta presunte irregolarità finanziamenti

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FIRENZE – Inchiesta Open, battibecco in Aula tra Renzi e pm.

Il senatore toscano Matteo Renzi, leader di Italia Viva, si è presentato con numerosi quaderni con la copertina rossa al Palazzo di Giustizia di Firenze venerdì 10 marzo, per l’udienza preliminare, davanti al giudice del Tribunale Sara Farini, per l’inchiesta su presunte irregolarità riguardo ai finanziamenti a Fondazione Open.

Fondazione che tra il 2012 e il 2018 organizzava la kermesse di Renzi alla Leopolda di Firenze.

Nel quaderno la copia dell’esposto con i venti capi d’accusa illustrati dallo stesso Renzi nella denuncia disciplinare contro i pubblici ministeri della Procura di Firenze, Luca Turco e Antonino Nastasi, titolari del fascicolo dell’inchiesta sulla Fondazione Open che lo vede accusato di finanziamento illecito ai partiti.

Renzi al termine dell’udienza: “Ho distribuito il quaderno in aula e l’ho messo a disposizione di tutti. Perché ‘Quaderno rosso per toga rossa’? Perché il pm Turco apparteneva a quella corrente che viene chiamata delle toghe rosse”.

E proprio la distribuzione di quel quaderno in aula ha acceso di nuovo uno scontro verbale tra l’ex presidente del Consiglio e Turco. Quando il procuratore aggiunto è arrivato, rende noto Adnkronos, Renzi era già in aula e gli si è rivolto dicendo: “Ma perché lei ha tutti questi quaderni? Lei non può portarli qui”. E Renzi ha risposto: “Come si permette? Lei non ha alcun titolo per dirmi che cosa portare e cosa no. Decide il giudice, non lei. Faccia il suo e non si permetta”.

Nel corso dell’udienza di oggi, i pm Turco e Nastasi hanno replicato alle eccezioni preliminari sollevate dalle difese degli imputati, nella precedente udienza del 27 gennaio scorso. La Procura ha chiesto di respingere tutte le eccezioni sollevate, circa una decina. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 12 maggio, quando il giudice Sara Farini scioglierà la riserva sulle eccezioni e depositerà l’ordinanza che riguarderà anche l’ammissione degli atti dei pm e dei difensori.

Successivamente, il 6 giugno, la Corte Costituzionale si riunirà per discutere il conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato sollevato dal Senato dopo aver accolto la richiesta di Renzi circa taluni atti che sarebbero stati compiuti contro la legge dai magistrati fiorentini.

Renzi: “E’ un mondo alla rovescia, questo è un processo alla rovescia. L’importante è essere molto tranquilli rispettare le azioni dei giudici, tutti, ma contestare, numeri alla mano. Per esempio il dottor Turco ha chiaramente violato la legge quando ha preso il telefono di Carrai, quando la Cassazione aveva detto di dover distruggere la copia forense” del contenuto del cellulare dell’imprenditore. E in questo quaderno rosso c’è scritto proprio questo, l’invio della copia forense sequestrata a Carrai: questo avviene l’8 marzo mentre la Cassazione ha detto che quella copia andava distrutta il 18 febbraio”.

 

 

© Riproduzione riservata

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