FIRENZE – Sotto lo sguardo attento del doppio ex Tomáš Ujfaluši, spettatore d’eccezione sulle tribune dell’Artemio Franchi, la Fiorentina spezza il digiuno di vittorie e inizia il proprio cammino nel girone di Conference League con un successo nitido. Il 2-0 rifilato al Sigma Olomouc rappresenta, prima ancora che un risultato tecnico, una boccata d’ossigeno per la gestione di Stefano Pioli, reduce da un avvio di campionato avaro di soddisfazioni. La squadra ha risposto presente, offrendo una prestazione di sostanza in cui la ricerca della verticalità e la tenuta difensiva sono apparse in netta ripresa rispetto alle ultime uscite.
La chiave di volta dell’incontro va ricercata nella capacità del centrocampo di supportare un attacco inedito. La figura centrale della serata è stata indubbiamente Cher Ndour: il centrocampista ha vestito i panni dell’uomo ovunque, incidendo in maniera determinante su entrambe le marcature. È stato lui, circa a metà della prima frazione, a leggere lo spazio con un inserimento aereo intelligente, servendo l’assist decisivo per Piccoli. L’ex attaccante del Cagliari, preferito in tandem con Dzeko, ha confermato il proprio fiuto del gol, freddando il portiere ceco con un piattone destro che ha sbloccato un match fino a quel momento equilibrato.
Non è stata, tuttavia, una partita a senso unico. Il Sigma Olomouc, detentore della coppa nazionale ceca, ha provato a pungere sfruttando le ripartenze e le conclusioni dalla distanza. In questo contesto, la figura di David De Gea si è rivelata ancora una volta fondamentale: la sua parata plastica sul tiro a giro di Tkac al 19′, quando il risultato era ancora inchiodato sullo 0-0, e l’intervento su Kostadinov nella ripresa, hanno garantito quella sicurezza necessaria per costruire il successo. Una solidità difensiva che ha permesso ai viola di gestire anche i momenti di sfortuna, come la traversa colpita da Ranieri su un insidioso tiro-cross nel primo tempo.
La gestione della ripresa da parte di Pioli ha mostrato pragmatismo. Di fronte al tentativo degli ospiti di rimescolare le carte con i cambi (dentro Langer, Tijiani e Michez), il tecnico viola ha risposto inserendo freschezza e qualità. Gli ingressi di Fazzini, Parisi e soprattutto del giovane Fortini — all’esordio assoluto nella competizione — hanno mantenuto alto il ritmo. Ma è stato l’innesto di Gudmundsson a chiudere definitivamente i conti. Nel finale, l’islandese ha lavorato il pallone per l’inserimento di Ndour, che ha coronato la sua prestazione “monstre” con il gol del 2-0, un tiro preciso che ha baciato il palo prima di insaccarsi.
Al triplice fischio, la Fiorentina incamera i primi tre punti del girone e ritrova il successo che mancava dai preliminari estivi contro il Polissya. Una vittoria istituzionale, necessaria e costruita con pazienza, che permette all’ambiente di guardare ai prossimi impegni con rinnovata fiducia.
Il tabellino
Fiorentina (3-5-2): De Gea; Pongracic (85′ Comuzzo), Pablo Marì, Ranieri; Dodò (72′ Fortini), Mandragora (59′ Fazzini), Fagioli, Ndour, Gosens (59′ Parisi); Dzeko (72′ Gudmundsson), Piccoli. All Pioli.
Sigma Olomouc (4-2-3-1): Koutny; Slavicek, Sylla, Kral, Slama; Beran, Kostadinov (72′ Breite); Ghali, Tkac (46′ Langer), Dolznikov (63′ Michez (78′ Sip)), Mikulenka (64′ Tijani). All Janotka.
Reti: 27′ Piccoli, 95′ Ndour.
Note: Ammoniti: Fagioli (F), Ndour (F), Ghali (S), De Gea (F).



