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Perché si festeggia la Giornata dell’Europa: dal 9 maggio 1950 all’Ue di oggi

Il 9 maggio si celebra la Giornata dell’Europa, ricorrenza che richiama la Dichiarazione Schuman del 1950, considerata uno degli atti fondativi del processo di integrazione europea. La data arriva quest’anno alla vigilia di nuovi dati Eurobarometro che indicano un ampio riconoscimento dei benefici dell’appartenenza all’Unione europea e una crescente percezione dell’Ue come spazio di stabilità e sicurezza. Secondo l’indagine Standard Eurobarometro 105, pubblicata in vista della ricorrenza, quasi tre quarti degli europei ritengono che il proprio Paese abbia beneficiato dell’appartenenza all’Ue, mentre il 73% considera l’Unione una forza stabilizzatrice in un contesto internazionale incerto.

Perché la Giornata dell’Europa cade il 9 maggio

La Giornata dell’Europa si celebra il 9 maggio perché in quella data, nel 1950, il ministro degli Esteri francese Robert Schuman presentò una proposta destinata a diventare il primo passaggio del percorso comunitario. Il piano prevedeva di mettere in comune la produzione franco-tedesca di carbone e acciaio, due settori centrali per l’industria e per la capacità bellica del tempo, sotto un’autorità comune aperta alla partecipazione di altri Paesi europei.

La proposta arrivava cinque anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, in un continente ancora impegnato nella ricostruzione. L’obiettivo era creare una forma di cooperazione concreta tra Stati che in passato si erano combattuti, a partire da Francia e Germania. La condivisione di risorse strategiche aveva lo scopo di rendere più difficile un nuovo conflitto e di avviare una solidarietà di fatto tra i Paesi europei.

Da quell’iniziativa nacque la Comunità europea del carbone e dell’acciaio, istituita con il Trattato di Parigi del 1951. Ne fecero parte Francia, Germania occidentale, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. La Ceca rappresentò il primo nucleo dell’integrazione europea e aprì la strada alla Comunità economica europea, poi all’Unione europea.

La scelta del 9 maggio come Giornata dell’Europa richiama quindi l’origine del progetto europeo: superare la contrapposizione tra Stati attraverso istituzioni comuni, interessi condivisi e cooperazione stabile. Ogni anno la ricorrenza viene celebrata dalle istituzioni dell’Ue e negli Stati membri con eventi pubblici, aperture delle sedi istituzionali, iniziative nelle scuole e attività dedicate alla cittadinanza europea.

Dalla pace alla sicurezza comune

La Giornata dell’Europa conserva come riferimento principale il tema della pace. L’integrazione europea nasce infatti dalla necessità di evitare il ripetersi delle guerre che avevano segnato il continente nella prima metà del Novecento. Nel tempo, questa impostazione si è tradotta in trattati, istituzioni, mercato unico, libera circolazione, politiche comuni e, per molti Stati membri, moneta unica.

Nel 2026, la ricorrenza si colloca in un contesto internazionale caratterizzato da guerra in Ucraina, conflitto in Medio Oriente e tensioni globali. Il tema della sicurezza emerge in particolare dal sostegno alla cooperazione in materia di difesa: secondo l’Eurobarometro, l’81% degli europei sostiene una politica comune di difesa e sicurezza tra gli Stati membri, con un aumento di due punti percentuali e un ritorno al livello più alto degli ultimi due decenni.

La guerra russa contro l’Ucraina resta uno dei principali elementi del quadro di sicurezza europeo. Il 76% degli intervistati considera l’invasione russa una minaccia alla sicurezza dell’Ue. Il sostegno alla risposta dell’Unione resta al 55%, in aumento di due punti percentuali. Una larga maggioranza sostiene le principali misure adottate: l’80% è favorevole all’accoglienza delle persone in fuga dalla guerra, il 75% al sostegno finanziario e umanitario e il 70% al mantenimento delle sanzioni contro la Russia. Nel complesso, il 76% ritiene che l’Ue debba continuare a sostenere l’Ucraina fino al raggiungimento di una pace giusta e duratura.

Il sondaggio registra anche il 57% di consenso alla concessione dello status di Paese candidato all’Ucraina e il 56% di accordo sul finanziamento da parte dell’Ue dell’acquisto e della fornitura di equipaggiamento militare a Kiev. Sono dati che collegano la ricorrenza del 9 maggio a un contesto in cui il tema della pace resta associato anche alla capacità di risposta comune alle crisi esterne.

Fiducia, cittadinanza europea e priorità economiche

L’Eurobarometro segnala che il 75% degli intervistati afferma di sentirsi cittadino dell’Unione europea, un dato che eguaglia il livello più alto mai registrato nella primavera 2025. L’indagine registra anche un aumento della fiducia nell’Unione: il 51% degli europei dichiara di fidarsi dell’Ue, tre punti percentuali in più rispetto all’indagine dell’autunno 2025. L’aumento è più marcato in Francia, con undici punti percentuali, Danimarca, con nove, e Portogallo, con otto. Tra i giovani tra i 15 e i 24 anni la fiducia raggiunge il 61%, il livello più alto tra le fasce d’età rilevate.

Le ragioni indicate per la fiducia nell’Ue riguardano soprattutto la protezione della democrazia e dei valori fondamentali, citata dal 42% degli intervistati. Seguono la protezione dalle minacce esterne, al 33%, e l’idea che l’Ue sia il livello più adatto per affrontare le sfide globali, al 31%. L’ottimismo sul futuro dell’Unione si attesta al 60%, in aumento di un punto percentuale. Tra i giovani tra 15 e 24 anni sale al 68%. Il 57% dei cittadini europei si dichiara soddisfatto del funzionamento della democrazia nell’Ue.

Secondo gli intervistati, i valori che meglio rappresentano l’Unione sono la pace, indicata dal 41%, la democrazia, al 32%, e il rispetto dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti fondamentali, al 28%.

Le preoccupazioni indicate dai cittadini variano a seconda del livello considerato. A livello europeo, il conflitto in Medio Oriente è al primo posto, con il 25%, davanti alla situazione internazionale nel suo complesso, 23%, e alla guerra della Russia contro l’Ucraina, 20%. A livello nazionale e personale prevale invece il costo della vita, indicato rispettivamente dal 36% e dal 52% degli intervistati.

Sul piano economico, il sostegno all’euro resta al 74% nell’Ue, il livello più alto dalla sua introduzione nel gennaio 2002. Nell’area euro il dato sale all’82%. In Bulgaria, ultimo Paese ad aderire all’area euro, il sostegno è cresciuto di tredici punti rispetto al precedente Eurobarometro standard, raggiungendo il 55%.

Le valutazioni sulla situazione economica risultano più caute. Il 44% degli europei considera buona la situazione economica dell’Ue. Guardando ai prossimi dodici mesi, il 42% ritiene che resterà invariata, il 36% prevede un peggioramento e il 15% si aspetta un miglioramento. Quanto alle priorità di spesa del bilancio europeo, il 41% indica occupazione, affari sociali e salute pubblica, seguito da sicurezza e difesa, 38%, e da istruzione, formazione, giovani, cultura e media, 37%.

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content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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